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Attualità 3 min di lettura19 ore fa

Unione europea, kit e 72 ore di autonomia

Le indicazioni includono scorte domestiche, formazione nelle scuole e piani accessibili per le persone con disabilità

La Commissione europea ha diffuso nuove indicazioni per rendere i cittadini autonomi nelle prime 72 ore di un’emergenza. Le raccomandazioni riguardano conflitti, calamità naturali, interruzioni di corrente e altri eventi capaci di mettere sotto pressione i soccorsi.

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Rischi più complessi per l’Europa

Hadja Lahbib, commissaria europea per la Preparazione e la Gestione delle crisi, ha richiamato l’attenzione sulla crescita di minacce diverse: fenomeni meteorologici estremi, attacchi informatici, sabotaggi e possibili conflitti armati. Nel suo intervento a Bruxelles ha ricordato anche l’interruzione elettrica che aveva coinvolto Spagna e Portogallo, con ospedali costretti a utilizzare generatori.

La commissaria ha citato l’aumento delle richieste di intervento del Meccanismo di protezione civile dell’Ue, attivato oltre 60 volte nell’ultimo anno. Nei primi anni di attività gli interventi erano stati dieci volte inferiori. «Non siamo in guerra, ma non siamo nemmeno in pace. Viviamo in una pericolosa “zona grigia”, che potrebbe trasformarsi in una “zona rossa” in un batter d’occhio», ha detto Lahbib.

Secondo la commissaria, una crisi può estendersi rapidamente da un settore all’altro e generarne altre. Per questo ha chiesto risorse adeguate nel prossimo bilancio europeo, sostenendo che la solidarietà tra gli Stati debba tradursi in aiuti concreti quando le persone sono in difficoltà.


La preparazione nelle case

Il primo obiettivo indicato da Bruxelles è permettere alle famiglie di affrontare senza assistenza esterna i primi tre giorni di una crisi. A questo scopo viene suggerito di predisporre zaini già pronti con acqua potabile, alimenti, medicinali e altri prodotti indispensabili.

Le autorità invitano inoltre a preparare un piano familiare, a conservare borse utilizzabili in caso di evacuazione e ad acquisire abilità pratiche. Tra gli esempi figurano il primo soccorso e la possibilità di cucinare anche senza elettricità.

Lahbib ha riassunto l’impostazione con l’invito a essere «vigili, non allarmati; preparati, non spaventati». Le linee guida non hanno valore obbligatorio e raccolgono esperienze già adottate in diversi Stati membri e in altri Paesi, nell’ambito della strategia europea approvata nel marzo 2025.


Scuole e persone con disabilità

La Commissione propone di portare l’educazione alle emergenze nelle attività scolastiche ordinarie. Sono previste una preparazione specifica per gli insegnanti, esercitazioni adatte all’età degli alunni e lezioni pratiche, senza istituire una nuova materia né alimentare ansia tra gli studenti.

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«Sapere cosa fare quando suonano le sirene dovrebbe essere naturale tanto quanto imparare a nuotare», ha affermato la commissaria, spiegando che i bambini dovrebbero diventare più preparati senza sentirsi spaventati.

Un capitolo delle indicazioni riguarda poi l’inclusione delle persone con disabilità. I sistemi di allarme dovranno essere accessibili, mentre evacuazioni, rifugi e trasporti dovranno tenere conto delle necessità individuali.

Bruxelles suggerisce anche piani personali che indichino l’eventuale bisogno di assistenza, farmaci o ausili. La formazione degli operatori di primo intervento dovrebbe essere rafforzata per evitare che qualcuno rimanga escluso durante la gestione di una catastrofe.


Informazioni e nuova giornata europea

L’ultima serie di indicazioni riguarda la comunicazione del rischio. Le autorità dovrebbero diffondere messaggi comprensibili e accessibili prima, durante e dopo un’emergenza, utilizzando più canali e contrastando le notizie false che possono ostacolare la risposta della popolazione.

Lahbib ha inoltre annunciato l’intenzione di proporre al Consiglio e al Parlamento europeo una Giornata europea della preparazione, da celebrare ogni 23 ottobre. La prima edizione dovrebbe svolgersi nel 2027, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’anticipazione dei rischi.

La data scelta coincide con la nascita del Meccanismo di protezione civile dell’Unione. Nel modello delineato dalla commissaria, avere un kit vicino alla porta di casa dovrebbe diventare una consuetudine paragonabile alla presenza del materiale di primo soccorso in automobile.

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