Una mattina in piazza può pesare sul voto: bufera al liceo di Ariano
La circolare del Polo liceale di Ariano Irpino considera ingiustificate le assenze del 16 ottobre e prevede effetti sul comportamento, suscitando la protesta dell’ex sindaco Franza.
Per gli studenti del Polo liceale di Ariano Irpino, la partecipazione alla manifestazione del 16 ottobre potrebbe riflettersi sul voto di comportamento. La scuola ha infatti stabilito che le assenze collettive durante quella giornata, se non legate a motivi personali riconosciuti, saranno valutate nello scrutinio del primo quadrimestre.
La decisione è contenuta nella circolare numero 85, firmata dal dirigente Gerardo Cipriano, e ha provocato la reazione dell’ex sindaco Enrico Franza. Secondo quest’ultimo, il provvedimento rischia di trasformare una protesta studentesca in un caso disciplinare.
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Il nodo delle assenze collettive
Venerdì 16 ottobre diversi ragazzi di Ariano Irpino hanno raggiunto Avellino per prendere parte alla mobilitazione organizzata durante lo sciopero nazionale del personale scolastico. In alcune classi, riferisce il dirigente, si è registrata una partecipazione molto ampia, fino ad arrivare all’assenza della maggioranza degli alunni.
La circolare distingue però nettamente la protesta dei lavoratori da quella degli studenti: lo sciopero riguardava docenti e personale Ata, mentre agli alunni non sarebbe spettato alcun diritto automatico di astensione dalle lezioni. Per questo, quando non emergano ragioni di salute o familiari, l’assenza viene qualificata come non giustificata.
Cipriano richiama inoltre il regolamento interno dell’istituto, nel quale frequenza e puntualità contribuiscono alla valutazione della condotta. Il testo precisa: «L’assenza ingiustificata del 16 ottobre incide sul voto di comportamento e sarà considerata dal Consiglio di classe nello scrutinio del primo quadrimestre».
Giustificazioni e possibili conseguenze
La scuola ha previsto anche un iter specifico per le classi coinvolte. I coordinatori dovranno informare la dirigenza e i Consigli di classe, convocati tra il 20 e il 23 ottobre, saranno chiamati ad analizzare quanto accaduto e a predisporre un’attività di educazione civica su diritti, doveri, rappresentanza e modalità di partecipazione.
Il dirigente potrà inoltre chiedere un confronto con le famiglie. Non vengono annunciate sanzioni applicate indistintamente a tutta la classe: la circolare ribadisce che ogni eventuale responsabilità dovrà essere valutata individualmente.
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Per regolarizzare l’assenza non basterà una comunicazione attraverso il registro elettronico. I minorenni dovranno essere accompagnati a scuola da un genitore o da chi ne esercita la responsabilità, con un documento di identità; gli studenti maggiorenni potranno presentarsi autonomamente. Le famiglie saranno comunque informate tramite il registro.
Il dirigente ha già collegato la disposizione alla prossima mobilitazione nazionale, fissata per venerdì 30 ottobre 2026. Se l’attività didattica sarà assicurata, anche un’eventuale assenza collettiva degli studenti verrà esaminata secondo gli stessi criteri.
Franza attacca: «La scuola non è una caserma»
Enrico Franza ha chiesto il ritiro della circolare e l’ha definita una «chiara intimidazione». L’ex sindaco sostiene che l’istituto avrebbe dovuto interrogarsi sulle ragioni che hanno portato i ragazzi in piazza, invece di concentrarsi soltanto sulla mancata presenza in aula.
Nel suo intervento, Franza ha ricordato che gli studenti erano ad Avellino insieme a migliaia di coetanei per una protesta legata al costo delle bollette e dei carburanti, oltre che alla guerra. A suo giudizio, collegare quella partecipazione a una penalizzazione nella condotta rischia di scoraggiare il coinvolgimento dei giovani nella vita pubblica.
La contestazione riguarda soprattutto gli alunni dell’ultimo anno, per i quali una variazione del voto di comportamento può avere conseguenze sul percorso verso l’esame di Stato. «La scuola non è una caserma», ha affermato Franza, criticando una misura che, secondo lui, contraddice l’educazione alla cittadinanza e alla Costituzione impartita nelle aule.
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