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Attualità 1 min di lettura20 ore fa

Una bottiglietta e il licenziamento: per il giudice vale 12 stipendi

Il Tribunale di Lecco ha ritenuto eccessiva la sanzione inflitta a una guardia giurata, escludendo però il reintegro nel posto di lavoro.

Dodici mensilità come risarcimento, ma nessun ritorno in servizio. È l’esito della causa avviata da una guardia giurata licenziata dopo aver preso una bottiglietta d’acqua dal bar di un centro commerciale senza pagarla.


La sanzione ritenuta eccessiva

L’uomo lavorava nel centro commerciale occupandosi della sorveglianza dei clienti, con un turno previsto dalle 15 alle 22. Nel dicembre 2025, durante l’orario di lavoro, aveva prelevato una bevanda dal punto di ristoro senza corrispondere il prezzo.

L’azienda aveva considerato il comportamento incompatibile con la prosecuzione del rapporto e aveva disposto il licenziamento per giusta causa. Secondo il Tribunale di Lecco, tuttavia, l’episodio non era sufficiente a giustificare una conseguenza così severa.

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Risarcimento, non reintegro

Il dipendente ha contestato il provvedimento davanti al giudice del lavoro. La decisione gli ha riconosciuto l’illegittimità della sanzione nella sua misura, stabilendo per l’ex lavoratore un’indennità equivalente a 12 mensilità.

Tra gli aspetti valutati dal tribunale figura anche la scelta del barista di non chiedere alcun risarcimento per la bottiglietta. L’esito della causa non comporta però la riassunzione: il rapporto di lavoro resta concluso, mentre all’ex dipendente spetta il pagamento stabilito dal giudice.

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