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Attualità 2 min di lettura32 min fa

Un nuovo “occhio” per le biomolecole: la svolta del Ronzoni

A Milano è operativo un sistema Nmr da 800 MHz, il primo di questa potenza nel privato italiano, aperto anche a università, centri di ricerca e imprese.

Per Christian Steinkuhler, responsabile scientifico di Italfarmaco, il nuovo strumento dimostra come industria e ricerca possano condividere infrastrutture avanzate con ricadute che superano i confini dei singoli enti. «Questo investimento può diventare un acceleratore di conoscenza, innovazione e, nel tempo, nuove opportunità terapeutiche per i pazienti», ha spiegato.

La collaborazione tra Italfarmaco e l’Istituto di Ricerche Chimiche e Biochimiche “G. Ronzoni” dura da oltre vent’anni e ha portato alla nascita del consorzio BioSpecNet. Il progetto punta a sostenere attività nelle malattie rare, in oncologia e nella ricerca di nuovi farmaci.

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Una piattaforma rara in Italia

Il sistema Bruker Avance Neo da 800 MHz è stato installato nella sede milanese dell’Istituto G. Ronzoni. Si tratta del primo apparecchio di questa potenza attivo nel settore privato italiano e del primo operativo nel Nord del Paese; gli altri 3 strumenti Nmr da 800 MHz presenti in Italia si trovano in strutture universitarie pubbliche.

Con questa acquisizione, il Ronzoni porta a quattro le proprie apparecchiature per la risonanza magnetica nucleare: oltre al nuovo modello, dispone di 2 sistemi da 500 MHz e di uno da 600 MHz. Marco Guerrini, direttore dell’istituto, considera l’arrivo della piattaforma «un passaggio strategico» per la struttura e per il sistema nazionale della ricerca.


Più precisione su proteine e farmaci

La risonanza magnetica nucleare consente di esaminare le molecole senza danneggiarle. Il campione viene sottoposto a un campo magnetico uniforme e a onde radio, così da ricavare dati sulla sua conformazione e sulle interazioni tra le diverse componenti.

La tecnologia può quindi aiutare a ricostruire la forma delle proteine e a comprendere il legame tra un composto farmacologico e il relativo bersaglio biologico. Il nuovo apparecchio è dotato anche di una sonda CryoProbe, raffreddata a 20 gradi Kelvin, pari a circa -253 °C, che riduce il rumore di fondo e può aumentare la sensibilità fino a 5 volte rispetto a una sonda tradizionale.

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Accesso aperto alla ricerca

Una maggiore sensibilità rende possibile l’analisi di campioni presenti in quantità molto ridotte, un aspetto rilevante nello studio delle malattie rare. L’apparecchiatura potrà essere impiegata anche per indagini su proteine complesse, polisaccaridi e altre biomolecole.

Nel campo della scoperta di farmaci, l’Nmr permette di osservare in anticipo come una molecola sperimentale interagisce con il proprio bersaglio. La biologia strutturale potrà usarlo per definire l’architettura tridimensionale delle proteine, mentre la metabolomica consentirà di esaminare contemporaneamente centinaia di piccole molecole contenute nei fluidi biologici.

L’Istituto G. Ronzoni applicherà inoltre la piattaforma alla chimica dei carboidrati, settore nel quale vanta una lunga esperienza, compresi gli studi sull’eparina. La maggiore risoluzione dovrebbe favorire analisi più dettagliate dei polisaccaridi coinvolti nella ricerca di trattamenti antitrombotici e antitumorali.

In linea con il modello BioSpecNet, il macchinario non resterà destinato esclusivamente ai due partner. Università, istituti di ricerca e aziende potranno accedervi attraverso collaborazioni scientifiche o servizi specialistici, ampliando l’utilità dell’investimento sul territorio.

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