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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Timperi, la sveglia suona alle 5:55: «Vivo in un altro mondo»

Cene anticipate, niente prime serate e una lunga fedeltà alla Rai: il conduttore racconta la routine di 1mattina News e il rapporto con pubblico e istituzioni.

Per Tiberio Timperi la giornata televisiva comincia quando fuori è ancora buio. Alla guida di 1mattina News insieme a Maria Soave, entra in onda alle 5:55 e ha ormai adattato ogni abitudine a quel ritmo: cena tra le 18 e le 18:30 e poi a letto dopo Blob. Una scelta che limita molto la vita sociale e il tempo davanti alla televisione, ma che non vive come un sacrificio insostenibile.

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La sveglia prima dell’alba cambia tutto

Il conduttore spiega che lavorare al mattino presto significa appartenere a una comunità con orari lontani da quelli della maggior parte delle persone. Il prezzo, ammette, si fa sentire soprattutto sul piano personale, anche se considera accettabile il compromesso imposto dal lavoro.

Le prime serate, ormai collocate molto tardi, sono quasi del tutto escluse dalla sua quotidianità. «Ballando con le stelle non pervenuto, le partite non so che cosa sono», racconta Timperi, che non segue neppure fiction e programmi serali. In compenso legge molti libri e dice di apprezzare il fatto di tenersi distante dal traffico e da trasmissioni che non considera adatte ai suoi gusti.


Un legame profondo con la Rai

Timperi lavora in Rai dal 1983 e non interpreta questa lunga permanenza come l’appartenenza automatica a un’uniforme aziendale. Il suo rapporto con il servizio pubblico, spiega, passa piuttosto dalla vicinanza agli spettatori e alle istituzioni. A suo giudizio, il pubblico premia chi mantiene un comportamento onesto e non cerca di ingannarlo.

Nel corso degli anni ha avuto rapporti con l’Arma dei Carabinieri e con la Polizia di Stato, oltre a confrontarsi con governi diversi. Ricorda anche il proprio impegno per favorire l’applicazione della legge sull’affido condiviso, un’attività di sensibilizzazione che definisce svolta nel senso più nobile del termine.

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Ordini, ascolti e qualche rimpianto

Il presentatore rivendica di aver condotto anche programmi di prima serata e quiz, tra cui Sette per uno con Jocelyn. Per questo gli dispiace che talvolta quel percorso venga dimenticato. Il suo atteggiamento nei confronti della Rai, tuttavia, resta disciplinato: «Sono un carabiniere mancato. Mi sarebbe piaciuto vestire la divisa dei Carabinieri, e quindi: obbedisco».

Gli ascolti positivi gli fanno piacere, come il 21 registrato nell’ultima settimana, ma non rappresentano l’unico parametro che considera importante. Timperi preferisce parlare di gradimento e affronta ogni puntata sapendo che una giornata può andare bene oppure no.


Maria Soave e il futuro della prima serata

Sul lavoro con Maria Soave il giudizio è molto positivo. La descrive come una professionista preparata, brillante, capace di muoversi tra argomenti diversi e dotata di senso dell’umorismo. Per Timperi, è la partner televisiva che molti conduttori vorrebbero avere accanto.

Da spettatore, invece, immagina una televisione generalista con programmi serali collocati a orari più accessibili. È una richiesta che, racconta, gli viene rivolta anche dalle persone incontrate per strada: il pubblico vorrebbe poter seguire la prima serata senza arrivare a mezzanotte. «Sento che è una richiesta che arriva anche dal pubblico», osserva il conduttore, pur riconoscendo che per i suoi orari personali una prima serata resterebbe comunque difficile da conciliare.

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