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Attualità 2 min di lettura13 ott

Un milione per tacere: per Rigato chiesti 3 anni e 6 mesi

La Procura di Monza contesta alla donna una tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, mentre la difesa sostiene che si trattasse di una richiesta di risarcimento

La Procura di Monza ha sollecitato una condanna a 3 anni e 6 mesi per Giovanna Rigato, accusata di aver cercato di ottenere un milione di euro da Silvio Berlusconi in cambio del silenzio su informazioni potenzialmente dannose per l’ex presidente del Consiglio. Nel procedimento sono parte civile anche i cinque figli di Berlusconi.

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L’accusa ruota attorno a un milione

Secondo la ricostruzione dell’accusa, la somma sarebbe stata richiesta con la minaccia di raccontare ai magistrati circostanze capaci di compromettere la reputazione di Berlusconi. Il pubblico ministero considera quindi i fatti riconducibili al tentativo di estorsione.

Rigato, già coinvolta nelle vicende legate alle cene di Arcore, ha sempre negato di aver ricattato l’ex premier. La donna sostiene invece di aver domandato un aiuto economico come compensazione per le conseguenze personali e professionali seguite al caso Ruby.


La difesa chiede l’assoluzione

L’avvocato Stefano Gerunda ha chiesto che la sua assistita venga assolta «perché il fatto non costituisce reato». In subordine, il legale ha proposto di trasformare l’imputazione in esercizio arbitrario delle proprie ragioni, una diversa qualificazione che porterebbe alla prescrizione.

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Nella tesi difensiva, Rigato avrebbe pagato un prezzo elevato dopo essere stata associata alle cosiddette «olgettine»: avrebbe perso il lavoro e sarebbe stata esclusa dai palinsesti televisivi. Il legale ha inoltre ricordato le denunce per diffamazione presentate dalla donna, poi archiviate, e il mancato sostegno che lei riteneva le fosse stato promesso da Berlusconi.


Il processo riparte a novembre

Gerunda ha sostenuto anche che Rigato non avrebbe cercato di sfruttare la vicenda rivolgendosi ai mezzi di informazione. La richiesta di denaro, secondo questa versione, nasceva dalla convinzione di avere diritto a un risarcimento per i danni subiti, non dall’intenzione di costringere Berlusconi al silenzio.

La prossima udienza è fissata per il 18 novembre. In quella data sono previste le repliche delle parti, prima delle successive fasi del procedimento.

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