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Attualità 2 min di lettura32 min fa

Un decesso e un dubbio nuovo: il primo caso umano di Shamonda

Le autorità francesi non rilevano per ora rischi per la popolazione generale, mentre l’Unione europea coordina gli accertamenti su un virus finora noto soprattutto negli animali.

La Francia ha registrato il primo caso umano documentato di infezione da virus Shamonda. Il paziente, ricoverato a Lione e affetto da una grave immunodepressione, è morto all’inizio di ottobre: resta da chiarire in che modo sia avvenuta l’esposizione.

Secondo l’ipotesi presa in considerazione dagli esperti, l’infezione potrebbe essere stata trasmessa dalla puntura di un moscerino del genere Culicoides. L’area indicata è quella orientale della Francia, dove il virus era già stato rilevato negli animali durante la primavera e l’estate del 2026.

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Il rischio per la popolazione resta basso

Sulla base delle informazioni disponibili, le autorità sanitarie francesi non hanno individuato al momento un pericolo per la popolazione generale. Il quadro epidemiologico, tuttavia, viene esaminato con particolare attenzione proprio perché Shamonda era considerato finora non trasmissibile all’essere umano.

Anche l’infettivologo Matteo Bassetti ha invitato a evitare allarmismi, sottolineando però la necessità di includere il virus tra le possibili verifiche diagnostiche in presenza di sintomi compatibili. «Nessun allarme, ma dovrà essere cercato questo virus quando ci si imbatte in sintomi compatibili», ha scritto su X, ricordando che l’agente patogeno era conosciuto da decenni per la sua presenza negli animali.


Bruxelles coordina gli accertamenti

La Commissione europea segue l’evoluzione del caso insieme alle autorità francesi e alle agenzie specializzate. La portavoce dell’esecutivo comunitario per la Salute, Eva Hrncirova, ha spiegato che sono in corso contatti con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e gli organismi nazionali competenti.

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È stato inoltre attivato il laboratorio di riferimento dell’Unione europea per la salute pubblica, che potrà assistere gli Stati membri con analisi specifiche se dovessero rendersi necessarie. La Francia ha informato anche l’Organizzazione mondiale della sanità e gli altri organismi sanitari internazionali, mentre l’indagine sul caso procede con priorità.


Un virus già presente negli allevamenti

Shamonda, indicato anche con l’abbreviazione Shav, appartiene al gruppo degli ortobunyavirus e viene trasmesso agli animali da moscerini ematofagi del genere Culicoides. Il virus fu identificato per la prima volta in Nigeria a metà degli anni Sessanta e in seguito è comparso sporadicamente negli allevamenti dell’Africa occidentale, orientale e meridionale, oltre che in Giappone.

La prima individuazione europea risale all’estate del 2026, quando l’agente patogeno è stato trovato in allevamenti bovini. I bovini sono considerati i principali ospiti tra le specie suscettibili; in Francia, nello stesso periodo, sono state riscontrate anche infezioni occasionali in piccoli ruminanti ed equini.

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