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Attualità 2 min di lettura59 min fa

Shamonda, il primo contagio umano: Parigi cerca la via di trasmissione

Il caso francese riguarda un paziente fortemente immunodepresso: l’Unione europea coordina le verifiche e prepara il supporto dei laboratori

La Francia sta dando priorità all’indagine sulla possibile origine del contagio da virus Shamonda in un paziente umano. L’ipotesi ritenuta più plausibile dalle autorità è il passaggio attraverso i culicoidi, insetti di piccole dimensioni che si alimentano di sangue, ma il meccanismo non è stato ancora dimostrato.

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Il contagio resta da chiarire

Gli esperti francesi stanno cercando di ricostruire come il virus possa essere arrivato all’uomo, con l’assistenza delle agenzie dell’Unione europea. Al momento non è quindi possibile stabilire con certezza il percorso dell’infezione né il ruolo avuto dall’esposizione agli insetti vettori.

La trasmissione attraverso i culicoidi è considerata la spiegazione più probabile, secondo le valutazioni comunicate dalle autorità francesi. Gli accertamenti proseguiranno per verificare questa pista e individuare eventuali altri elementi utili alla ricostruzione del caso.


Dal bestiame al primo caso umano

Il virus era stato individuato per la prima volta in Europa negli animali da allevamento durante l’estate del 2026. L’infezione è associata a due varianti distinte, chiamate Shamonda virus Europe 1 (Shav-Eu1) e Shamonda virus Europe 2 (Shav-Eu2).

Finora Shamonda era noto soprattutto per la sua presenza nel bestiame. Il passaggio allo specifico paziente francese rappresenta invece il primo caso umano segnalato, mentre resta da accertare se l’infezione abbia avuto un’incidenza sul successivo decesso.

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Bruxelles segue il caso francese

La Commissione europea sta esaminando con attenzione l’evoluzione della vicenda, dopo la comunicazione arrivata dalla Francia. Il paziente colpito era gravemente immunocompromesso e le informazioni disponibili non consentono ancora di attribuire al virus un ruolo certo nella sua morte.

Per valutare i possibili effetti sulla salute delle persone e degli animali, l’esecutivo dell’Unione europea mantiene i contatti con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e le autorità nazionali competenti.


Attivata la rete dei laboratori

È stato inoltre mobilitato il laboratorio di riferimento dell’Unione europea per la salute pubblica. La struttura è pronta a mettere a disposizione degli Stati membri le proprie capacità di analisi, qualora le verifiche richiedano ulteriori esami.

Il coordinamento europeo punta così a sostenere le autorità francesi e a chiarire sia la dinamica dell’infezione sia le eventuali conseguenze per la salute umana e animale. Le valutazioni restano in corso, in attesa dei risultati delle indagini epidemiologiche e di laboratorio.

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