Ucraina, Tajani accelera: l’Europa deve parlare con una sola voce
Il ministro degli Esteri chiede una decisione rapida su chi dovrà rappresentare l’Unione nei negoziati per la pace.
Per avere un peso reale nei possibili negoziati sull’Ucraina, l’Unione europea deve individuare rapidamente una figura incaricata di parlare a nome di tutti gli Stati membri. È questa la richiesta avanzata da Antonio Tajani a Bruxelles, a margine del prevertice del Ppe.
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La scelta non può più attendere
Secondo il ministro degli Esteri, il punto centrale non è tanto il nome del futuro rappresentante quanto la legittimazione a trattare per l’intera Ue. «L’importante è che l’Europa abbia un portavoce abilitato a trattare a nome e per conto dell’intera Unione», ha affermato Tajani.
La designazione, ha aggiunto, dovrebbe arrivare in tempi brevi e basarsi su un’intesa condivisa. Senza una voce comune, il ruolo europeo nei colloqui rischierebbe di risultare meno incisivo.
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Costa resta tra le ipotesi
Tajani ha indicato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa come una possibile soluzione, sottolineandone l’autorevolezza. Non si tratta però dell’unica opzione sul tavolo: la rappresentanza potrebbe essere affidata anche a un’altra personalità.
Il ministro ha inoltre lasciato aperta la possibilità di un incarico affidato a un gruppo di Paesi. In ogni caso, ha ribadito, chi interverrà dovrà esprimersi con un mandato condiviso e nell’interesse dell’intera Unione europea.
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