Ucraina, l’Europa alza la pressione: il nodo resta Washington
Kallas chiede maggiore fermezza verso Mosca, mentre Zelensky sollecita aiuti per energia, difesa e bilanci del 2026 e 2027
La sicurezza europea non può dipendere soltanto dall’esito della guerra in Ucraina: Kaja Kallas avverte che l’obiettivo deve essere impedire alla Russia di aprire nuovi conflitti. L’Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri ha spiegato che Bruxelles sta preparando un quadro di richieste da sottoporre a Mosca, ma ha ammesso che il confronto con gli alleati statunitensi è oggi particolarmente complesso.
Kallas ha inoltre richiamato il problema delle comunicazioni ucraine. Nel breve periodo l’Unione non è in grado di rimpiazzare il servizio Starlink, ritenuto indispensabile per Kiev e sottoposto negli ultimi giorni a limitazioni parziali da parte di Washington. Sul fronte della difesa, l’Agenzia europea per la difesa ha individuato le principali lacune operative: ora, secondo Kallas, bisogna trasformare quella mappatura in interventi concreti e rapidi.
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Kallas guarda oltre la guerra
Rispondendo a una domanda sulle distanze tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, Kallas ha riferito che l’Ue sta cercando di persuadere anche gli Stati Uniti della necessità di aumentare la pressione sull’aggressore per arrivare alla fine del conflitto. La posizione europea, ha chiarito, non riguarda soltanto un cessate il fuoco immediato, ma anche la prevenzione di future aggressioni russe.
La responsabile della diplomazia europea ha aggiunto che le preoccupazioni dei Paesi membri in materia di sicurezza dovrebbero essere portate al tavolo con Mosca. A suo giudizio, non sarebbe opportuno accogliere le richieste russe senza ottenere contropartite, mentre il coordinamento con gli interlocutori americani rimane difficile.
Kiev chiede sostegno per l’inverno
Per Zelensky, la priorità dei colloqui con i leader europei è rappresentata dalle conseguenze degli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche ucraine. Il presidente ha indicato come componenti essenziali del pacchetto invernale non soltanto le forniture energetiche, ma anche la difesa aerea e le risorse finanziarie necessarie ad affrontare i mesi più difficili.
Sul tavolo ci sono anche i fabbisogni di bilancio, civili e militari, relativi al 2026 e al 2027. Zelensky ha sottolineato che Kiev non vede segnali di disponibilità russa a chiudere rapidamente la guerra e ha ringraziato l’Unione per il sostegno assicurato in questa fase.
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Riforme e adesione all’Unione
Nonostante gli attacchi, il Parlamento ucraino e il governo hanno continuato a lavorare sulle riforme. Questa attività ha consentito l’apertura di altri due capitoli nel negoziato di adesione all’Ue; Zelensky ha detto di voler completare anche gli ultimi due entro la fine dell’anno.
Il presidente ucraino ha definito decisivo l’appoggio europeo e ha espresso riconoscenza ai vertici delle istituzioni comunitarie e ai leader rimasti accanto al suo Paese dall’inizio dell’invasione. Rivolgendosi ad Antonio Costa e Ursula von der Leyen, ha parlato di interlocutori che si sono dimostrati “veri leader”.
Costa conferma la linea europea
Antonio Costa ha ribadito che il sostegno dell’Unione all’Ucraina non verrà ridimensionato. Nel punto stampa organizzato all’avvio della seconda giornata del Consiglio europeo, il presidente del Consiglio europeo ha escluso sia una riduzione degli aiuti sia un alleggerimento delle sanzioni contro la Russia.
Secondo Costa, al contrario, occorre rafforzare contemporaneamente il sostegno a Kiev e la pressione su Mosca per favorire un cessate il fuoco effettivo e l’avvio di negoziati. Il presidente ha poi collegato l’impegno europeo anche al percorso di adesione dell’Ucraina: “Puoi contare su di noi, sempre”, ha detto a Zelensky, assicurando che l’appoggio riguarderà tanto la fase bellica quanto il futuro ingresso nell’Unione.
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