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Attualità 1 min di lettura15 ore fa

Ucraina, il vero shock è chi non si sorprende più

L’atteggiamento di Donald Trump verso Vladimir Putin, tra sanzioni sospese e attacchi a Volodymyr Zelensky, riapre interrogativi sulla posizione americana.

La vicenda ucraina sembra consegnare una lezione precisa: non dovrebbe stupire soltanto la durezza delle mosse di Donald Trump, ma anche il fatto che una simile condotta venga ancora considerata inattesa. Il presidente degli Stati Uniti ha infatti assunto una posizione descritta come apertamente favorevole a Vladimir Putin.


Il nuovo asse tra Washington e Mosca

A segnare questo orientamento contribuisce l’intesa sulla sospensione delle sanzioni statunitensi al diesel russo. È una decisione che si affianca agli altri segnali politici citati nel testo e che rende più evidente la distanza rispetto al sostegno garantito finora all’Ucraina.

Il quadro viene completato dagli attacchi rivolti da Trump a Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino è così diventato uno dei bersagli principali della nuova linea americana, mentre Mosca appare al centro di un rapporto più disponibile da parte di Washington.

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La cooperazione americana è a rischio

Tra le conseguenze indicate c’è anche la minaccia di interrompere la cooperazione con l’Ucraina. Il testo non specifica quali ambiti verrebbero coinvolti, ma presenta l’avvertimento come un ulteriore passaggio della contrapposizione tra Trump e Zelensky.

La questione, dunque, non riguarda soltanto le singole dichiarazioni o la sospensione delle sanzioni. La lezione evocata dall’esperienza ucraina è che la durezza e la volgarità della posizione assunta dalla presidenza americana non dovrebbero più essere trattate come una sorpresa.

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