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Attualità 2 min di lettura14 ore fa

Ucraina al buio, l’accusa di Zelensky: «Mosca sfida Trump

Il raid russo ha danneggiato decine di impianti energetici e lasciato senza corrente almeno 600mila persone, mentre Kiev denuncia l’assenza di preavvisi dagli alleati

Almeno 600mila persone sono rimaste senza elettricità dopo la massiccia offensiva russa condotta nella notte contro l’Ucraina. I danni hanno interessato 26 strutture del sistema energetico e quattro impianti legati al comparto petrolifero e del gas; secondo Volodymyr Zelensky, le interruzioni potrebbero aumentare nelle prossime ore.

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La notte dei missili contro Kiev

Il bilancio delle vittime è salito a sei: tre nella capitale, due nella regione di Dnipropetrovsk e una in quella di Zaporizhzhia, secondo gli aggiornamenti diffusi dalle autorità locali. A Kiev un missile balistico ha colpito un edificio residenziale di nove piani nel distretto di Desnyanskyi, provocando un incendio e diversi feriti, tra cui un bambino di otto anni.

L’attacco ha raggiunto anche la centrale termoelettrica CHPP-4, indicata da Zelensky come uno degli obiettivi principali. Il presidente ucraino ha riferito che le forze russe hanno impiegato 39 missili balistici e più di 120 droni d’attacco e munizioni a guida autonoma contro infrastrutture energetiche e siti strategici di Kiev, della regione circostante e di Kharkiv. Nell’operazione sarebbe stato inoltre registrato il numero più alto di missili Zirkon mai utilizzato finora.


Zelensky accusa Mosca e chiede reazioni

Per il presidente ucraino, il raid rappresenta una sfida diretta agli impegni sulla tregua energetica e alle indicazioni espresse da Donald Trump. «I russi non ritengono necessario rispettare ciò che il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato», ha scritto Zelensky, sostenendo che Kiev aveva appoggiato la sospensione degli attacchi contro il settore energetico.

Zelensky ha inoltre lamentato l’assenza di un avviso preventivo da parte dei partner occidentali. I missili, ha spiegato, sarebbero stati individuati soltanto quando si stavano già avvicinando alla capitale. Pur dicendosi convinto che Washington non abbia interrotto la condivisione delle informazioni, il leader ucraino ha chiesto a Trump nuove sanzioni contro la Russia e ulteriori sistemi di intercettazione Patriot.

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Danni estesi e tensione sul Mar Nero

Il presidente ha invitato Stati Uniti, Europa e gli altri alleati a non ignorare l’accaduto, sostenendo che nessun Paese dovrebbe essere lasciato solo davanti all’offensiva russa. Ha anche ringraziato i tecnici impegnati nel ripristino della rete, i lavoratori dell’energia e il personale dei servizi di emergenza.

La pressione militare non si è concentrata soltanto sull’Ucraina. Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha comunicato l’abbattimento di 34 droni diretti verso la capitale russa: 20 sarebbero stati neutralizzati in una prima fase e altri 14 successivamente. Dalla Bulgaria è arrivata invece la denuncia del danneggiamento di due navi nel Mar Nero, episodio definito inaccettabile dalle autorità del Paese.

Zelensky è atteso oggi a Londra per un incontro con il premier Burnham. Il colloquio arriva mentre Kiev cerca di rafforzare la difesa aerea e chiede ai partner occidentali una risposta più dura agli attacchi sulle infrastrutture e sulle aree abitate.

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