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Attualità 2 min di lettura14 ott

Trump si proclama re di TikTok: poi rilancia sulla Groenlandia

Dal messaggio a Papa Leone alle accuse contro i giornalisti, il comizio in Arizona ha offerto al presidente americano l’occasione per tornare sui suoi temi più controversi

Dopo il comizio in Arizona, Donald Trump ha rivolto un pensiero a Papa Leone, dicendosi fiducioso che il pontefice possa ristabilirsi. Poco prima aveva rilanciato una delle sue affermazioni più vistose: «Ho guadagnato 72 miliardi di dollari su TikTok», sostenendo di essere il personaggio più seguito sulla piattaforma e collocando Taylor Swift al diciannovesimo posto.

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L’attacco ai giornalisti torna centrale

Nel corso dell’intervento, Trump ha ripreso anche il tema delle informazioni riservate diffuse alla stampa. Parlando dei responsabili delle fughe di notizie, ha dichiarato: «Chi fa trapelare informazioni riservate deve essere fucilato», associando poi i cronisti presenti a chi divulga quei contenuti.

Il presidente ha inoltre raccontato un episodio legato alle proprie condizioni di salute. Secondo la sua versione, avrebbe superato senza errori una prova basata sulla ripetizione ordinata di alcune parole; il medico, ha riferito, lo avrebbe definito un genio. Trump ha aggiunto di essere l’unico presidente ad aver affrontato quel tipo di valutazione, che diversi esperti considerano utile a rilevare eventuali segnali di declino cognitivo.


Prezzi e consenso restano nel mirino

L’economia ha occupato un altro spazio rilevante nel discorso, con particolare attenzione all’aumento del costo della vita. Trump ha attribuito i rincari alla precedente amministrazione Biden e ha assicurato che, una volta conclusa la guerra — evento che prevede in tempi brevi — i prezzi dovrebbero diminuire rapidamente.

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Il presidente ha poi scherzato sul finale danzato dei suoi comizi, eseguito sulle note di “Y.M.C.A.” dei Village People. Ha raccontato che Melania preferirebbe un semplice saluto con la mano e ha definito il brano «l’inno nazionale dei gay», collegando anche a quella canzone il consenso che sostiene di avere tra gli elettori gay repubblicani.


La Groenlandia resta una rivendicazione

Soltanto nel passaggio dedicato agli scenari internazionali Trump è tornato sulla Groenlandia. Ha parlato dell’isola come di un territorio ormai acquisito dagli Stati Uniti dopo un’intesa con Copenaghen, sostenendo che il possesso precedente spettasse alla Danimarca e che il Paese americano stia così ampliando il proprio spazio strategico.

Il contenuto dell’accordo è però più limitato rispetto alla descrizione offerta dal presidente: l’intesa riguarda nuove condizioni per l’utilizzo delle basi militari statunitensi presenti nell’area artica e non il trasferimento della sovranità sulla Groenlandia. Nel discorso Trump ha citato anche il Venezuela, inserendolo nel quadro delle aree che, a suo dire, accrescerebbero il peso degli Stati Uniti.

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