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Attualità 3 min di lettura58 min fa

Trump scarica Guilfoyle: gli scandali che mettono in bilico l’ambasciatrice

Dai contrasti con Kamala Harris ai rapporti contestati con imprenditori greci: la diplomatica nominata da Trump è ora chiamata a lasciare l’incarico ad Atene.

Prima della diplomazia e dell’alleanza con Donald Trump, Kimberly Guilfoyle aveva incrociato Kamala Harris negli uffici giudiziari di San Francisco. Oltre vent’anni dopo, la loro rivalità è tornata al centro del dibattito politico americano, mentre l’ambasciatrice in Grecia affronta la richiesta di dimissioni avanzata dalla Casa Bianca.

Guilfoyle ha sostenuto che Harris, allora impegnata nel procuratore distrettuale della città, avrebbe finto di telefonarle a nome di una commissione per comunicarle che non aveva ottenuto un posto da assistente procuratrice. «Fece finta di essere un membro della commissione per le assunzioni, che non esisteva neanche», raccontò nel settembre del 2024. Harris ha sempre respinto questa ricostruzione.

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Una carriera tra politica e televisione

Il confronto professionale con Harris risale ai primi anni Duemila, quando entrambe gravitavano intorno all’ufficio del procuratore distrettuale di San Francisco. Guilfoyle lavorò come assistente procuratrice tra il 2000 e il 2004, prima di diventare un volto di Fox News e una sostenitrice molto visibile di Trump nell’area conservatrice.

Nello stesso periodo la futura ambasciatrice era sposata con Gavin Newsom. Il matrimonio con l’attuale governatore della California, celebrato nel 2001, arrivò quando Newsom era ancora supervisore cittadino e precedette la sua elezione a sindaco nel 2003. La coppia fu presentata da Harper’s Bazaar come una nuova versione dei Kennedy, ma nel gennaio dell’anno successivo avviò il divorzio.

Nel decennio seguente Guilfoyle si avvicinò al mondo trumpiano anche sul piano personale. Dopo due anni di relazione, nel 2020 annunciò il fidanzamento con Donald Trump jr.; la separazione arrivò prima della nomina diplomatica, formalizzata da Trump nel dicembre del 2024.


I dubbi sui rapporti in Grecia

A riaccendere l’attenzione sull’operato della 57enne è stata un’inchiesta pubblicata alla fine di settembre dal Wall Street Journal. Il giornale ha riferito di legami poco trasparenti con imprenditori greci, tra cui una società di costruzioni e un gruppo di consulenza e relazioni istituzionali che avrebbero sostenuto alcune sue trasferte di lusso.

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Secondo la ricostruzione, Guilfoyle avrebbe spinto Bulgaria, Albania e altri Paesi dei Balcani a collaborare con l’impresa edile greca. Durante una cena avrebbe inoltre sostenuto che gli Stati Uniti possono orientare gli sviluppi politici in altri Paesi, una frase che avrebbe messo in difficoltà il ministro dell’Energia greco presente all’incontro.

La contestazione più pesante riguarda però alcuni messaggi indirizzati a Eric Deters, finanziatore di Trump. Nei giorni che precedettero la sua audizione al Senato per la conferma dell’incarico, Guilfoyle gli avrebbe chiesto di saldare un debito da 100mila dollari con American Express, prospettandogli in cambio un accesso privilegiato all’amministrazione Trump.


La fiducia di Trump è cambiata

Di fronte alla successione di accuse, Trump ha chiesto all’ambasciatrice di farsi da parte. La portavoce della Casa Bianca, Katie Zacharia, ha reso pubblica la richiesta nel suo primo giorno ufficiale di lavoro, dopo che il presidente aveva già lasciato intendere il proprio malcontento: «Stiamo valutando, non siamo contenti».

Le nuove parole hanno segnato un cambio di tono rispetto alla reazione iniziale del presidente, che nei giorni precedenti aveva detto di conoscere poco la vicenda e aveva definito Guilfoyle una persona «sempre molto carina». La scelta arriva mentre i repubblicani affrontano sondaggi sfavorevoli in vista delle elezioni di metà mandato.

La nomina ad Atene era stata presentata da Trump come l’affidamento di un incarico a «un’amica e un’alleata», valorizzandone il percorso nel diritto, nei mezzi di informazione e nella politica. Guilfoyle aveva inoltre condiviso per circa sei anni la cerchia familiare del presidente attraverso la relazione con Trump jr., elemento che rende ancora più evidente la rottura segnalata dalla richiesta di dimissioni.

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