Trump rilancia su Ucraina e Cuba: la scommessa sull’IA
Mentre gli elettori americani affrontano rincari e costo della vita, il presidente Usa rivendica il peso di Washington su crisi internazionali e tecnologia
Donald Trump prova a mostrare un’America ancora decisiva sui principali dossier internazionali, mentre negli Stati Uniti il caro carburante e l’aumento delle spese quotidiane pesano in vista delle elezioni di medio termine del 3 novembre. Il presidente ha parlato di Ucraina, Cuba, Iran, Venezuela e intelligenza artificiale, delineando una strategia fondata sulla pressione diplomatica e sulla forza economica americana.
Kiev e Mosca verso una possibile svolta
Sul conflitto tra Russia e Ucraina, Trump ha indicato una possibile soluzione entro i mesi più freddi. “Forse Putin e Zelensky raggiungeranno un accordo prima del pieno inverno”, ha dichiarato, senza però spiegare quali condizioni potrebbero rendere possibile l’intesa né fornire dettagli sul contenuto dei negoziati.
L’ipotesi di una conclusione rapida della guerra è stata più volte sostenuta dal presidente dall’inizio del suo secondo mandato, cominciato il 20 gennaio 2025. Anche questa volta, tuttavia, non sono emersi elementi concreti su un eventuale percorso diplomatico tra Mosca e Kiev.
Il braccio di ferro sullo Stretto
Trump ha inoltre riferito di avere respinto una proposta iraniana per una tregua temporanea collegata alla riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il trasporto del petrolio. “Ho respinto il loro accordo”, ha detto, sostenendo che Teheran avrebbe avanzato la richiesta perché si troverebbe in una posizione di forte difficoltà.
Il presidente americano ha rivendicato il controllo statunitense dell’area e ha affermato che nella serata precedente 29 navi erano riuscite a transitare. Pur giudicando inaccettabile l’offerta arrivata dall’Iran, Trump ha lasciato spazio a un’intesa futura, spiegando di essere favorevole a un accordo se costruito su basi diverse.
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Cuba, Venezuela e corsa tecnologica
Per quanto riguarda Cuba, la Casa Bianca non sembra orientata, almeno per ora, verso un intervento armato. Parlando ai giornalisti sul prato sud della residenza presidenziale, Trump ha detto: “Faremo un accordo con Cuba. Non credo che dovremo usare la forza militare”. Ha descritto l’isola come un Paese in declino e ha parlato dell’obiettivo di favorire un’apertura verso la comunità cubano-americana, che a suo giudizio attende di poter tornare.
Il presidente ha poi riferito di un colloquio con Delcy Rodriguez, presidente ad interim del Venezuela, durante il quale sarebbe stato affrontato anche il tema elettorale. Non sono state rese note informazioni aggiuntive sui contenuti della conversazione.
Sul rapporto con la Cina, Trump ha raccontato di aver discusso a lungo di intelligenza artificiale con Xi Jinping. Il leader statunitense ha sostenuto che al presidente cinese sarebbe piaciuta l’idea di definire la tecnologia “super intelligenza”, espressione considerata più precisa ed elegante.
La linea di Washington, ha infine ribadito Trump, non prevede rallentamenti nello sviluppo del settore. “Gli Stati Uniti non tireranno il freno”, ha assicurato, confermando l’intenzione americana di mantenere un ritmo elevato nella competizione tecnologica con Pechino.
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