Trump e Putin, l’Europa trema: Kiev da sostenere per altri 24 mesi
L’intesa tra Washington e Mosca sul diesel riapre i timori europei: Bruxelles valuta una lunga fase di sostegno autonomo all’Ucraina.
L’accordo raggiunto da Donald Trump e Vladimir Putin sul diesel ha colto di sorpresa le capitali europee e riacceso i timori sul futuro dell’Ucraina. Di fronte all’ennesimo cambio di linea della Casa Bianca, l’Unione europea si trova a ragionare su un sostegno economico e militare a Kiev senza poter contare pienamente sugli Stati Uniti.
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Il timore di un’Europa isolata
A Bruxelles prevale lo sconcerto per la nuova svolta nei rapporti tra Washington e Mosca. La questione non riguarda soltanto l’intesa sul carburante: il vero allarme nasce dalla possibilità che le decisioni sulle sorti ucraine vengano prese attraverso accordi bilaterali, lasciando il continente ai margini.
Nel dibattito europeo si fa strada così l’idea di una fase di “resistenza passiva” destinata a durare circa due anni. L’obiettivo sarebbe mantenere il sostegno a Kiev per i prossimi 24 mesi, mentre cresce la speranza che la stagione di Trump e del trumpismo possa concludersi nel 2028.
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Kiev resta il banco di prova
La nuova posizione americana ha spiazzato l’Ue e provocato un allarme politico particolarmente forte. L’eventualità di un’intesa più ampia tra Stati Uniti e Russia viene letta come l’avvio di una serie di scambi negoziali condotti a spese dell’Ucraina.
Per questo l’Europa è chiamata a prepararsi a un impegno prolungato, sia sul piano finanziario sia su quello militare. Nel testo non emergono però decisioni operative già definite: al momento, il quadro delineato è quello di un continente costretto a sostenere Kiev in autonomia e ad attendere l’evoluzione politica americana.
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