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Attualità 2 min di lettura59 min fa

Petro a Leone XIV: la sfida per la luce parte dagli ultimi

L’ex presidente colombiano ha unito gli auguri al Pontefice a un appello globale per una mobilitazione pacifica fondata su verità e solidarietà

Il richiamo a san Francesco d’Assisi è il cuore del messaggio di Gustavo Petro a papa Leone XIV. L’ex presidente colombiano ha ricordato che, 800 anni fa, il santo indicò la necessità di mettere “prima gli ultimi”.

Per Petro, quel principio dovrebbe diventare la base sociale, morale e politica in grado di riunire l’umanità. Un riferimento utilizzato per collegare la figura del santo alla situazione del mondo contemporaneo.

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Una sfida senza armi

Nel suo intervento, Petro ha parlato di una “battaglia spirituale per l’umanità libera, la verità e la luce”. Secondo l’ex presidente, non si tratterebbe di uno scontro militare, ma di una mobilitazione pacifica capace di coinvolgere un numero enorme di persone.

“Saranno miliardi” a prendervi parte, ha sostenuto Petro, aggiungendo che dall’esito di questa battaglia “dipenderà la vita sul pianeta”. Il messaggio affida quindi a una partecipazione collettiva il compito di difendere il futuro dell’umanità.


Gli auguri dopo l’intervento

Il messaggio è arrivato dopo l’operazione alla quale è stato sottoposto Leone XIV per un adenocarcinoma polmonare. L’intervento, secondo quanto riferito, si è concluso senza complicazioni, e Petro ha rivolto al Pontefice l’augurio di una rapida guarigione.

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Accanto alle parole di vicinanza, l’ex presidente ha indicato anche quelli che considera i pericoli da contrastare. “Gli avversari si chiamano da soli oscurità”, ha scritto in un messaggio pubblicato su X.


Le armi della distruzione

Petro ha invitato a reagire in modo pacifico contro chi possiede, a suo giudizio, gli strumenti più distruttivi per la vita. Nel testo ha distinto tra le armi che provocano esplosioni e quelle che invece “ottundono”, richiamando così sia la violenza materiale sia quella capace di spegnere consapevolezza e libertà.

L’appello rivolto al Papa si trasforma dunque in una riflessione più ampia: la difesa della verità e della luce, insieme alla centralità degli ultimi, dovrebbe guidare una risposta comune alle minacce che incombono sul pianeta.

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