Trump contro Zelensky, ma guarda a Xi e Putin: il vertice resta incerto
Marco Rubio ammette che Washington sta valutando un incontro a tre, mentre il presidente Usa accusa il leader ucraino di non cercare davvero la fine del conflitto
Il possibile faccia a faccia tra Donald Trump, Xi Jinping e Vladimir Putin è ancora lontano dall’essere definito, ma l’ipotesi è già al centro delle discussioni diplomatiche statunitensi. Marco Rubio ha confermato che l’idea di un vertice viene esaminata, senza però indicare una data o un accordo già raggiunto.
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Il vertice resta soltanto un’ipotesi
Le indiscrezioni su un incontro a tre erano emerse dopo la notizia secondo cui Putin avrebbe proposto di riunire i tre leader a novembre. Rubio ha ridimensionato ogni certezza, spiegando che il confronto è in corso ma che non esiste ancora un piano operativo.
«Credo si stia parlando di un incontro. Non so se sia stato ancora deciso qualcosa», ha detto il segretario di Stato americano. La formula lascia aperta la possibilità di un vertice, senza tuttavia confermare né il calendario né il luogo dell’eventuale appuntamento.
Trump riapre lo scontro con Zelensky
Mentre la diplomazia valuta nuovi contatti con Mosca e Pechino, Trump ha rivolto accuse pesanti a Volodymyr Zelensky. Secondo il presidente statunitense, il leader ucraino non avrebbe come obiettivo reale la conclusione della guerra e avrebbe avuto, in passato, l’opportunità di ottenere condizioni migliori.
Trump ha rivendicato il proprio ruolo nei tentativi di negoziato tra Russia e Ucraina e ha sostenuto di voler evitare iniziative capaci di spingere Mosca lontano dal tavolo. Ha inoltre parlato di progressi nelle trattative in corso, comprese quelle relative agli ostaggi, precisando che la firma di un documento potrebbe arrivare anche in un momento successivo.
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Il messaggio alla Russia sul Medio Oriente
Nel suo intervento, Trump ha rivolto a Putin anche un avvertimento legato all’Iran. Il presidente americano ha affermato che Mosca starebbe facendo poco, o nulla, per sostenere la Repubblica Islamica e ha lasciato intendere di voler mantenere questa situazione invariata, salvo interferenze definite da lui irragionevoli.
Il riferimento si inserisce nel quadro più ampio delle tensioni internazionali che coinvolgono Russia, Ucraina e Medio Oriente. Trump ha così collegato il dossier ucraino agli equilibri regionali e ai rapporti con il Cremlino.
Raffinerie russe e prezzi del diesel
Un’altra contestazione di Trump riguarda gli attacchi ucraini contro impianti di raffinazione del diesel in territorio russo. A suo giudizio, Zelensky saprebbe che queste operazioni stanno creando ripercussioni sui mercati mondiali del carburante, compreso quello degli Stati Uniti.
Il presidente ha sostenuto che agricoltori, allevatori e imprese stiano subendo conseguenze pesanti. Allo stesso tempo, ha ricordato che la Russia continua a esportare milioni di barili di diesel a prezzi contenuti, nonostante il conflitto e le tensioni internazionali.
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