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Attualità 2 min di lettura57 min fa

Ucraina, il vertice che allarma Kiev: Trump e Zelensky ai ferri corti

Putin valuta un incontro a novembre con Trump e Xi Jinping, mentre tra Washington e Kiev cresce il conflitto sulle condizioni per fermare la guerra.

Il possibile vertice tra Vladimir Putin, Donald Trump e Xi Jinping rischia di aprire un nuovo fronte diplomatico sulla guerra in Ucraina. L’ipotesi, che escluderebbe Volodymyr Zelensky dal tavolo, si intreccia con lo scontro sempre più duro tra il presidente americano e quello ucraino sulle operazioni contro le raffinerie russe e sulle prospettive di un accordo.

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Trump accusa Kiev sul gasolio

Donald Trump sostiene che Zelensky continui a colpire gli impianti petroliferi russi nonostante le ripercussioni sui mercati internazionali del gasolio, compreso quello statunitense. Secondo il presidente americano, il leader ucraino non sarebbe realmente interessato a chiudere il conflitto.

La contestazione arriva mentre Washington cerca di esercitare pressione su Kiev affinché riduca gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe. Zelensky, tuttavia, ha collegato l’eventuale stop a una precisa contropartita: la consegna di altri sistemi di difesa aerea Patriot, necessari per proteggere le città ucraine dai raid.


Zelensky teme una resa imposta

In un’intervista, il presidente ucraino ha accusato Trump di spingere il suo Paese verso la capitolazione davanti alla Russia. La frase segna un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra i due leader, già segnati da divergenze sulle modalità con cui arrivare alla fine delle ostilità.

La proposta di Kiev punta quindi a trasformare la richiesta americana in uno scambio: meno attacchi alle raffinerie russe in cambio di maggiori garanzie sul piano militare. Zelensky ritiene che senza un rafforzamento della difesa aerea l’Ucraina rischierebbe di affrontare eventuali negoziati in una posizione ancora più debole.

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Putin prepara il tavolo di novembre

Vladimir Putin avrebbe proposto un incontro a novembre con Trump e Xi Jinping per discutere della guerra. L’obiettivo, secondo persone informate sul dossier, sarebbe favorire una soluzione negoziata alle condizioni più vantaggiose per Mosca.

L’assenza di Zelensky renderebbe il formato particolarmente delicato per Kiev e per gli alleati europei degli Stati Uniti. Un confronto tra i leader russo, americano e cinese, senza la partecipazione diretta dell’Ucraina, alimenterebbe infatti il timore che il futuro del Paese venga discusso senza il suo consenso.


Rubio: ogni strada resta aperta

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha assicurato che Trump è pronto a valutare qualsiasi iniziativa utile a fermare la guerra. Da Tashkent ha riconosciuto che finora non sono stati ottenuti i risultati sperati, ma ha ribadito l’impegno della Casa Bianca a cercare nuove occasioni per arrivare a un’intesa.

Le dichiarazioni di Rubio cercano di mantenere aperto il canale diplomatico, mentre il confronto pubblico tra Washington e Kiev si fa più aspro. Sullo sfondo restano i raid russi, compresi quelli segnalati su Kiev, e la necessità per l’Ucraina di rafforzare la protezione contro gli attacchi missilistici.

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