Meteo su Roma.

Attualità 3 min di lettura49 min fa

Trento Nord, la ferrovia avanza senza bonificare l’area

RFI indica interventi limitati al cantiere, mentre esperti e comitati temono la dispersione di piombo e altri contaminanti

A Trento i lavori del bypass ferroviario proseguono, ma la bonifica completa delle aree Sloi e Carbochimica non è stata decisa. RFI ha precisato che gli interventi riguarderanno per ora soltanto le zone direttamente interessate dal cantiere.

Offerta del giorno5 novembre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 56 giorni
*********


Il cantiere procede a Trento Nord

La società ferroviaria ha riferito che sono in corso le opere della cosiddetta parte A, relative agli imbocchi settentrionale e meridionale delle gallerie. Sono inoltre partite alcune attività preparatorie della parte B, tra cui l’allestimento dei cantieri e la ricerca di eventuali ordigni esplosivi.

L’avvio effettivo dei lavori della parte B, secondo RFI, sarà fissato dopo l’approvazione del progetto esecutivo. Il tracciato dovrebbe lambire e, in un punto, attraversare un Sito di interesse nazionale, classificazione riservata alle aree più contaminate d’Italia. Procura e Noe di Trento hanno già sequestrato complessivamente 8 ettari della zona; le indagini per ipotesi di reati ambientali sono ancora aperte.

Il costo comunicato per il bypass supera 1,43 miliardi di euro. L’opera prevede un tunnel di oltre 10 km ed è considerata necessaria per completare il collegamento ferroviario del corridoio Monaco-Verona, legato alla linea del Brennero.


Piombo e sostanze nel sottosuolo

Nel settore settentrionale della città si trovano le aree degli ex stabilimenti Sloi e Carbochimica, oggi circondate da abitazioni, scuole e uffici. Nel terreno sono presenti centinaia di tonnellate di piombo e idrocarburi policiclici aromatici, sostanze cancerogene e neurotossiche che possono raggiungere l’aria e le acque sotterranee.

Sloi produsse dal 1940 al 1978 piombo tetraetile, utilizzato come additivo nelle benzine. Carbochimica si occupava invece della distillazione del catrame di carbon fossile. Le attività terminarono dopo l’incendio del 1978 alla Sloi: un allagamento provocò una reazione nei fusti di soda, con fiamme arrivate a 1.200 gradi e una nube tossica che raggiunse diversi quartieri.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Elio Bonfanti, esponente del Comitato No-Bypass, contesta l’ordine con cui vengono affrontati gli interventi: «Prima si realizza la grande opera su un terreno contaminato. E soltanto dopo, magari, si bonificherà l’area interessata dalla grande opera».


I timori degli epidemiologi

Silvano Piffer, già direttore del servizio di Epidemiologia dell’Asl di Trento, ha partecipato allo studio SENTIERI dedicato alle aree Sloi e Carbochimica. È una delle poche analisi disponibili sugli effetti dell’inquinamento sulla popolazione locale, anche se i dati raccolti sono parziali.

Piffer ha spiegato che non esistono studi sufficienti per stabilire quali conseguenze potrebbe avere un cantiere capace di movimentare gli inquinanti presenti nell’ex stabilimento e nelle aree circostanti. In una ricerca condotta con altri colleghi, il confronto tra lavoratori Sloi e residenti in comuni trentini non esposti al piombo ha evidenziato un eccesso di mortalità del 30 per cento tra gli addetti della fabbrica.

Paolo Bortolotti, coordinatore della Commissione Ambiente dell’Ordine dei Medici di Trento, ha indicato la necessità di un biomonitoraggio completo. L’obiettivo sarebbe confrontare la salute degli abitanti delle zone contaminate con quella di persone residenti in comuni non interessati dall’inquinamento, ma finora uno studio di questo tipo non è stato realizzato.

La preoccupazione riguarda anche la vicinanza di falde acquifere e del fiume Adige. Per il Comitato No-Bypass, una volta completate le opere e impegnate risorse pubbliche per miliardi di euro, diventerebbe più difficile modificare il progetto o fermare il tracciato, anche se la bonifica complessiva dell’area non fosse ancora stata affrontata.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere