Trent’anni senza figli, poi la rivelazione: la causa da 50mila euro
La donna sosteneva che il silenzio del marito sulla propria omosessualità le avesse provocato conseguenze psicologiche e danni legati alla mancata maternità.
La vicenda si è chiusa con un’intesa privata, dopo che una donna aveva chiesto 50mila euro all’ex marito. Al centro della controversia c’erano i figli mai avuti, il rifiuto dell’uomo di prendere in considerazione la genitorialità e la rivelazione della sua omosessualità dopo tre decenni di matrimonio.
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Una maternità rimasta soltanto un progetto
La coppia, sposata da circa 30 anni e residente in Toscana, aveva iniziato a confrontarsi sulla possibilità di avere un bambino dopo i primi anni di nozze. La moglie avrebbe voluto allargare la famiglia, ma il marito si sarebbe opposto con continuità, senza accettare neppure soluzioni alternative alla gravidanza naturale.
La donna aveva infatti valutato il congelamento degli ovuli e la fecondazione assistita, ma anche queste ipotesi erano state respinte. Nel frattempo, secondo il suo racconto, il rapporto si era deteriorato anche nella sfera intima, considerata non appagante.
Dopo anni di rifiuti, l’uomo le avrebbe comunicato di essere omosessuale. Avrebbe inoltre spiegato di aver conosciuto un altro uomo e di voler costruire con lui il proprio avvenire. È stata questa rivelazione, insieme alle scelte compiute durante il matrimonio, a spingere la moglie a rivolgersi al Tribunale di Pistoia.
La richiesta della moglie e la replica
La donna ha sostenuto che la scoperta le avesse causato una sindrome depressiva e un significativo peggioramento delle condizioni psicofisiche nella vita quotidiana. Nella sua iniziativa giudiziaria ha collegato il danno alla mancata informazione sull’orientamento sessuale del marito, sia prima delle nozze sia nel corso della relazione.
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La richiesta da 50mila euro comprendeva, secondo la sua impostazione, conseguenze economiche, biologiche e non patrimoniali. La moglie riteneva inoltre compromessi diritti riguardanti la famiglia, la salute, la sessualità e la possibilità di avere figli.
L’ex marito ha fornito una ricostruzione diversa. A suo dire, il matrimonio attraversava da tempo una crisi e i due avevano già scelto di vivere separati. Ha anche ricordato che la donna aveva avuto un’altra relazione, sostenendo che nessuno avrebbe potuto obbligarlo ad avere rapporti sessuali.
Dopo mesi di confronto tra le parti, la controversia non è arrivata a una decisione sul risarcimento richiesto. L’ex coppia ha raggiunto un accordo privato, chiudendo così il procedimento senza che alla donna venisse riconosciuta la somma domandata in giudizio.
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