130notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura35 min fa

Tregua in Ucraina, il nodo resta Donetsk: Putin apre ma bombarda

Mosca accetta di valutare nuovi colloqui con Kyjiv e Washington, ma gli attacchi continuano e le richieste territoriali russe restano lontane dalla proposta ucraina

La distanza tra Mosca e Kyjiv continua a rendere incerto qualsiasi percorso verso la tregua. L’Ucraina propone di congelare temporaneamente il fronte senza riconoscere i territori occupati, mentre la Russia pretende il controllo dell’intera regione di Donetsk, il rifiuto dell’ingresso nella NATO e un’intesa complessiva, non una semplice pausa nei combattimenti.

Kyjiv sostiene che le posizioni militari possano essere bloccate lungo l’attuale linea del fronte, lasciando a un negoziato successivo la definizione delle garanzie di sicurezza. Per Mosca, invece, l’obiettivo resta più ampio: il Cremlino rivendica anche le zone di Donetsk che le sue forze non hanno conquistato e afferma di mantenere il vantaggio strategico sul terreno, una lettura respinta dall’Ucraina e dai governi europei, che parlano di sostanziale immobilità militare.

Offerta del giorno22 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 70 giorni
********


Le condizioni che dividono Mosca e Kyjiv

Secondo i dati riportati nel testo, la Russia controlla circa un quinto dell’Ucraina, inclusa la Crimea, annessa nel 2014. Il Cremlino continua inoltre a escludere l’ipotesi di un’adesione ucraina alla NATO, mentre Kyjiv considera prioritario interrompere i combattimenti anche senza raggiungere subito un accordo politico definitivo.

Volodymyr Zelensky ha detto di essere pronto a esaminare ogni proposta utile a ottenere un cessate il fuoco. Tra le ipotesi sostenute dal presidente ucraino figura anche una sospensione degli attacchi contro le infrastrutture energetiche, insieme a iniziative umanitarie. Zelensky ha però ricordato che in passato Mosca aveva già dichiarato di voler negoziare, salvo poi rinviare o interrompere i contatti.

Nel frattempo, la guerra continua a produrre vittime. Nella notte tra mercoledì e giovedì, nuovi missili russi hanno colpito Kyiv: il sindaco Vitaliy Klitschko ha riferito di sei feriti e di danni a edifici residenziali. Nelle ore precedenti, altri raid avevano provocato tre morti e dodici feriti nella capitale, oltre a due vittime nella regione di Kharkiv.


Il nuovo canale diplomatico con Washington

L’apertura russa è stata comunicata da Yuri Ushakov, consigliere di Putin per la politica estera, dopo un incontro durato circa tre ore tra il presidente russo e Steve Witkoff a San Pietroburgo. Mosca avrebbe accettato in linea di principio la proposta statunitense di riavviare, dal 10 novembre, discussioni tecniche tra delegazioni di Russia, Ucraina e Stati Uniti.

Abu Dhabi è stata indicata come possibile sede, ma non esistono ancora né una data definitiva né un’agenda condivisa. I primi colloqui dovrebbero concentrarsi sulle garanzie di sicurezza richieste dalle due parti. Witkoff avrebbe inoltre consegnato a Putin documenti con nuove idee americane, comprese misure già esaminate con Kyjiv e con alcuni governi europei.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

L’inviato statunitense ha giudicato positivo il confronto, il nono tra lui e Putin dall’avvio dei contatti promossi dall’amministrazione Donald Trump. Ha comunque riconosciuto che il cammino verso un’intesa resta lungo. Ushakov, pur definendo inizialmente poco risolutive alcune proposte, ha poi parlato di segnali di avanzamento sul piano diplomatico.


Da Oslo ad Abu Dhabi, nessuna svolta

Il confronto di San Pietroburgo era stato preceduto dagli incontri organizzati a Oslo. Martedì Witkoff aveva visto Zelensky e alcuni leader europei, tra cui il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e il presidente finlandese Alexander Stubb, oltre a rappresentanti della NATO.

In quella sede era stata discussa anche l’idea di un vertice diretto tra Donald Trump, Vladimir Putin e Zelensky. Mosca, tuttavia, non ha assunto impegni sul possibile incontro tra i tre presidenti e ha sostenuto che un eventuale faccia a faccia tra Putin e Zelensky dovrebbe essere preceduto da una preparazione diplomatica approfondita.

Dall’invasione su vasta scala iniziata nel febbraio del 2022, i tentativi di dialogo non hanno portato alla fine della guerra. Nei primi mesi del 2026, le delegazioni dei tre paesi si erano riunite ad Abu Dhabi e poi a Ginevra, ottenendo risultati soprattutto sullo scambio di prigionieri. I contatti si erano fermati a febbraio, quando era iniziato il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Zelensky ha riferito di avere ricevuto da Washington conferme sulla disponibilità russa e ha chiesto che le delegazioni tornino al lavoro rapidamente, preferibilmente entro i primi giorni di novembre. L’accettazione russa del nuovo formato tecnico rappresenta quindi un’apertura limitata, mentre sul terreno i bombardamenti proseguono e le posizioni sulle condizioni di pace restano profondamente divergenti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere