Putin guarda a Trump e Xi, l’Ue frena: «Kiev al tavolo»
Steve Witkoff porta a Mosca una proposta aggiornata sull’Ucraina, mentre il Cremlino rilancia l’idea di un vertice con Stati Uniti e Cina a novembre.
Il possibile asse diplomatico tra Washington, Mosca e Pechino riapre il dibattito su chi debba sedere al tavolo per discutere della guerra in Ucraina. Mentre Steve Witkoff ha incontrato Vladimir Putin a San Pietroburgo, l’Unione europea ha ribadito che ogni confronto sul futuro di Kiev dovrà coinvolgere direttamente anche l’Ucraina.
Il colloquio tra l’inviato speciale statunitense e il presidente russo è arrivato dopo i contatti avuti da Witkoff a Oslo con Volodymyr Zelensky. Sul tavolo c’era una versione aggiornata della proposta americana per fermare il conflitto. Putin ha inoltre indicato novembre come possibile momento per un incontro con Donald Trump e Xi Jinping in Cina, a margine del vertice Apec.
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Kiev rivendica un posto al tavolo
La Commissione europea ha considerato positiva la partecipazione dei rappresentanti dell’Unione ai colloqui di Oslo, ma ha fissato una condizione politica precisa. «Se si tiene un incontro per discutere dell’Ucraina, innanzitutto l’Ucraina deve essere presente», ha dichiarato la portavoce Paula Pinho, lasciando agli organizzatori la scelta delle modalità del confronto.
Alla riunione norvegese hanno preso parte i consiglieri per la sicurezza nazionale di Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Italia, Unione europea e Nato, insieme ai vertici di Finlandia e Ucraina. L’appuntamento, ospitato dal primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, ha dato seguito ai contatti di Miami e si è concentrato su territorio, sicurezza e ricostruzione dopo la guerra. Dopo il rientro della delegazione americana dalla Russia è previsto un aggiornamento con i partner.
Berlino ha definito il negoziato un percorso ancora lungo e senza risultati immediati. Il cancelliere Friedrich Merz ha escluso l’ipotesi di una resa ucraina: «Una resa – o addirittura una resa incondizionata dell’Ucraina – è fuori discussione». Ha aggiunto che il sostegno europeo non mira a prolungare il conflitto, ma a evitare che la conclusione della guerra coincida con la capitolazione di Kiev.
Putin riapre il dossier del vertice
Nel colloquio di San Pietroburgo, Witkoff avrebbe auspicato il ritorno a un formato trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. L’obiettivo sarebbe discutere le iniziative diplomatiche necessarie a chiudere il conflitto, dopo una fase caratterizzata da forti pressioni americane sul governo ucraino.
Putin ha invece spinto anche sul possibile incontro con Trump e Xi in occasione del vertice Apec previsto in Cina a novembre. Il presidente russo ha riferito di aver affrontato con Witkoff proprio l’eventualità di un appuntamento a tre. Nella stessa giornata è atteso inoltre un incontro tra Putin e il primo ministro cinese Li Qiang.
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Resta da chiarire l’agenda dell’eventuale vertice. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha spiegato che gli Stati Uniti vorrebbero inserire nel confronto la stabilità strategica e il disarmo nucleare, mentre la Cina non sarebbe disponibile a discutere questi temi. Mosca, ha aggiunto, sarebbe pronta a esaminare entrambe le questioni, insieme ad altri dossier.
Il caso Hubbard e le tensioni militari
All’inizio dell’incontro Putin ha annunciato la liberazione di Stephen Hubbard, cittadino statunitense di 72 anni condannato in Russia a sei anni di carcere con l’accusa di aver combattuto come mercenario al fianco dell’Ucraina. Witkoff lo ha ringraziato, mentre Trump ha comunicato che l’uomo era diretto verso gli Stati Uniti.
Il presidente americano ha negato l’esistenza di uno scambio o di concessioni in cambio del rilascio. «Stephen sta tornando a casa e presto sarà con la sua famiglia», ha scritto, sostenendo che Washington non abbia dovuto offrire nulla alle autorità russe.
I rapporti tra Casa Bianca e governo ucraino restano comunque difficili. Trump ha accusato Zelensky di non voler arrivare alla pace dopo l’accordo sull’acquisto di diesel russo e l’ordine di revocare le sanzioni secondarie contro Mosca. Anche la tregua sulle infrastrutture energetiche annunciata dagli Stati Uniti non ha retto: Kiev ha continuato a colpire raffinerie russe e Mosca ha mantenuto gli attacchi contro obiettivi energetici ucraini.
Sul piano umanitario, Papa Leone XIV ha telefonato a Zelensky dopo aver parlato con Putin. Al centro della conversazione c’è stata la richiesta di una pausa a Oleshky, nella regione di Cherson e sotto occupazione russa, dove circa 2.000 civili sarebbero rimasti senza cibo ed elettricità. Russia e Ucraina starebbero valutando l’evacuazione della popolazione.
La Commissione europea ha infine chiesto a SpaceX di ripristinare rapidamente la piena funzionalità di Starlink in Ucraina. Secondo Bruxelles, i servizi di comunicazione satellitare sono indispensabili per mantenere i contatti con i militari, proteggere i civili e gestire i droni impiegati nella difesa del territorio.
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