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Attualità 2 min di lettura12 ott

Tregua energetica, Kiev resta al buio: Mosca concede al massimo 24 ore

Washington spinge per proteggere subito le raffinerie, mentre il Cremlino respinge una pausa abbastanza lunga da permettere all’Ucraina di organizzare nuove elezioni.

A Kiev la presunta tregua sulle infrastrutture energetiche non ha impedito nuovi disagi: in città si sono alternati mancanza d’acqua e blackout. Sullo sfondo, il confronto tra Washington, Mosca e Kiev resta aperto, con posizioni ancora molto distanti sulla durata e sull’obiettivo di una possibile pausa nei combattimenti.

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Kiev tra blackout e promesse di tregua

Dalla capitale ucraina arrivano testimonianze di una domenica trascorsa senza acqua, seguita da una giornata segnata dall’assenza di elettricità. I problemi sono stati collegati agli ultimi attacchi russi, avvenuti mentre era stata annunciata una sospensione degli attacchi contro le strutture energetiche.

La tregua, tuttavia, viene descritta come un’intesa proclamata da Donald Trump senza un accordo preventivo né con la Russia né con l’Ucraina. La distanza tra l’annuncio politico e la situazione sul terreno ha quindi riacceso i dubbi sull’effettiva validità della pausa.


Mosca chiude sulle elezioni

Il Cremlino non sembra disposto ad accettare una sospensione prolungata che consenta all’Ucraina di preparare nuove elezioni. La richiesta di una pausa più ampia è stata respinta: secondo la posizione russa, un eventuale stop potrebbe durare al massimo un giorno.

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Anche Sergej Lavrov ha contestato l’idea di concedere una tregua a Volodymyr Zelensky, sostenendo che il presidente ucraino non ne abbia i requisiti. La questione elettorale resta così legata al negoziato sul cessate il fuoco, ma senza che emerga un punto d’intesa tra le parti.


La proposta americana parte dalle raffinerie

Nel tentativo di circoscrivere il confronto, gli Stati Uniti hanno indicato come primo obiettivo la protezione delle raffinerie. Washington ha chiesto a Zelensky di interrompere gli attacchi contro gli impianti russi, proponendo di cominciare da queste infrastrutture invece di puntare subito a un accordo più ampio.

Trump ha inoltre sollecitato gli ucraini a scegliere un altro presidente per arrivare alla conclusione della guerra. La proposta si inserisce in un quadro ancora incerto: da una parte si discute di limitare i raid sulle strutture energetiche, dall’altra Mosca mantiene una linea rigida sulla durata della tregua e sul futuro politico di Kiev.

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