Tre condanne eseguite in Iran dopo gli attacchi a Karaj
Le condanne riguardano presunti attacchi a Karaj durante le proteste di gennaio e danni alle strutture pubbliche.
Tre uomini sono stati giustiziati in Iran per presunti attacchi armati contro edifici pubblici a Karaj, durante le proteste di gennaio. Le autorità li hanno accusati di aver agito per conto di Stati Uniti, Israele e gruppi considerati ostili.
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Le accuse contro i tre uomini
Secondo l’agenzia Irna, i condannati sono Hassan Dioband, Hamid Kazemi e Reza Zanganeh. L’esecuzione è avvenuta tramite impiccagione.
A loro sono stati contestati l’uso di armi da fuoco, granate e bombe Molotov. Le accuse comprendono anche incendi appiccati a strutture pubbliche e il danneggiamento di un traliccio dell’elettricità, che avrebbe provocato interruzioni della corrente a Karaj.
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Le esecuzioni dopo le proteste
Il caso si inserisce nella serie di condanne a morte eseguite negli ultimi mesi contro persone coinvolte, secondo il governo iraniano, nella rivolta di gennaio.
Le autorità di Teheran hanno sostenuto che numerosi manifestanti giustiziati avessero rapporti con Israele e con gli Stati Uniti. Nel caso dei tre uomini, l’accusa ha collegato i presunti attacchi alle proteste e a una rete di soggetti ritenuti ostili al governo.
La domanda di oggi
È opportuno indagare sulle minacce rivolte a esponenti politici?
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