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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Tre Cime, spray sul fossile: sfregio all’impronta di dinosauro

Una scritta a vernice ha colpito un masso con una traccia preistorica vicino alla chiesetta della Madonna della Croda, suscitando la condanna del Cai di Auronzo.

Un masso con una testimonianza del passato è finito nel mirino dei vandali alle Tre Cime di Lavaredo. Qualcuno ha utilizzato una bomboletta spray per lasciare una scritta sulla pietra, collocata lungo uno dei percorsi più frequentati dagli escursionisti. L’imbrattamento è stato successivamente rimosso, ma l’episodio ha riacceso l’allarme sui comportamenti incivili in montagna.


Un fossile lungo il percorso più battuto

La roccia si trova nel territorio bellunese, a pochi metri dalla chiesetta della Madonna della Croda, tra il rifugio Auronzo e Lavaredo. La sua posizione la rende facilmente visibile ai visitatori che percorrono il tratto durante le escursioni verso le Tre Cime.

A rendere particolare quel masso non è soltanto la collocazione: sulla superficie è riconoscibile l’impronta di una zampa di dinosauro. Maurizio Pais Marden, presidente del Cai di Auronzo, ha sottolineato il valore della pietra spiegando: «Su quel sasso c’è l’impronta di una zampa di dinosauro».


La scritta è stata cancellata

Non è la prima volta che il masso viene danneggiato. Marden ha ricordato che già l’anno scorso era stato necessario eliminare un’altra iscrizione lasciata da persone non identificate. Anche in questa occasione qualcuno è intervenuto rapidamente, riportando la superficie a una condizione più decorosa.

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La cancellazione del graffito non ridimensiona però la preoccupazione del Cai. Il gesto arriva infatti in un periodo in cui le Tre Cime continuano a richiamare molti turisti, complici le giornate ancora favorevoli nonostante l’avvio dell’autunno.


L’inciviltà non riguarda tutti

Secondo il presidente del Cai locale, il problema non può essere attribuito alla generalità degli escursionisti. La grande maggioranza attraversa i sentieri, utilizza i rifugi e frequenta le strutture rispettando l’ambiente e lasciando gli spazi in ordine.

Resta tuttavia una minoranza capace di deturpare il paesaggio o abbandonare rifiuti. «Ci sono centinaia di escursionisti rispettosi e, purtroppo, anche qualche incivile», ha osservato Marden, richiamando l’attenzione su una serie di episodi registrati durante l’estate in diverse località montane. Il caso del fossile delle Tre Cime si aggiunge così alle segnalazioni di incuria e vandalismo che interessano soprattutto le aree più affollate.

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