Tre anni dopo il 7 ottobre: Israele ricorda, Meloni chiede la pace
All’alba le famiglie delle vittime sono tornate nei luoghi dell’attacco di Hamas, mentre i leader internazionali rilanciano il rifiuto del terrorismo e l’obiettivo dei due Stati.
Alle 6.29, l’ora in cui iniziò l’assalto del 7 ottobre 2023, i familiari delle vittime hanno osservato un minuto di silenzio nel sud di Israele. Da Kfar Aza al luogo del festival Nova, il ricordo è stato accompagnato dai ritratti degli uccisi e dai fiori deposti davanti alle loro immagini. A tre anni dalla strage, il Paese torna così a confrontarsi con il dolore, la rabbia e le responsabilità legate a quella giornata.
Il ricordo nei luoghi della strage
La cerimonia si è svolta nei punti colpiti dall’attacco di Hamas, iniziato alle 6.29 ora locale, le 5.29 in Italia. Tra i luoghi simbolo c’è anche l’area di Re’im, dove il festival musicale Nova fu trasformato in una scena di morte: 364 giovani vennero uccisi e altri 44 furono rapiti.
Quel giorno circa 1.200 israeliani persero la vita e più di 250 persone furono sequestrate. I miliziani entrarono nel territorio israeliano con motociclette, fuoristrada e deltaplani, mentre da Gaza vennero lanciati circa 3mila missili. L’attacco provocò l’incendio di diversi villaggi e l’inizio della guerra nella Striscia di Gaza.
Meloni: il terrorismo non ha scuse
Giorgia Meloni ha ricordato le vittime con una nota, sottolineando che il trascorrere del tempo non riduce la gravità dei crimini commessi. La presidente del Consiglio ha espresso vicinanza alle famiglie, ai sopravvissuti alla prigionia e all’intera popolazione israeliana, richiamando anche la necessità di contrastare l’antisemitismo.
«Nessuna causa può giustificare il massacro deliberato di innocenti», ha scritto la premier. Nel suo messaggio ha però collegato la memoria del 7 ottobre alle sofferenze provocate dalla guerra: secondo Meloni, non si possono ignorare le condizioni della popolazione civile di Gaza né la violenza contro i palestinesi in Cisgiordania. L’Italia, ha aggiunto, continuerà a sostenere una soluzione fondata su due Stati, con sicurezza per gli israeliani e libertà e dignità per i palestinesi.
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I leader rilanciano pace e sicurezza
Anche Emmanuel Macron ha ricordato l’anniversario, citando gli oltre 1.200 morti e i 51 cittadini francesi rimasti uccisi. Il presidente francese ha condiviso il dolore delle famiglie e dello Stato israeliano, indicando nella lotta contro antisemitismo e terrorismo una priorità internazionale.
«Lavorare per la pace e la sicurezza di tutti: ecco l’impegno della Francia», ha dichiarato Macron. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot si è recato in Israele per partecipare alle commemorazioni.
Restano aperti i dubbi politici
Il terzo anniversario arriva mentre Israele continua a discutere sulle falle che precedettero l’attacco e sugli allarmi che sarebbero stati ignorati o sottovalutati. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, atteso dalla sfida elettorale del 27 ottobre, ha respinto le ricostruzioni secondo cui sarebbe stato informato in anticipo dell’imminente catastrofe.
La ricorrenza cade inoltre nel primo anniversario del 7 ottobre senza più ostaggi israeliani nella Striscia di Gaza. Alla memoria delle vittime si uniscono quindi le conseguenze politiche e militari di una guerra che ha segnato profondamente Israele e l’intera regione.
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