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Transizione 5.0, scatta la fase finale: cosa devono inviare le imprese

Dal 15 ottobre è possibile completare la procedura per gli investimenti agevolati, ma solo rispettando importi, beni e documentazione già indicati nella conferma.

Per le imprese che partecipano al piano Transizione 5.0 si apre il passaggio decisivo verso il riconoscimento dell’iperammortamento. Dalle ore 12 di giovedì 15 ottobre è infatti disponibile l’invio delle comunicazioni di completamento degli investimenti tramite la piattaforma informatica del Gestore dei Servizi Energetici.

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La procedura entra nella fase decisiva

L’accesso alla nuova comunicazione è riservato alle aziende che hanno già ricevuto un esito positivo sulla richiesta di conferma. Quest’ultima doveva attestare il versamento ai fornitori di un acconto almeno pari al 20% del valore dell’investimento.

Con il nuovo adempimento, le imprese dovranno indicare gli estremi delle fatture riferite alle spese ammissibili. Sarà inoltre necessario dichiarare la disponibilità della perizia tecnica asseverata e della certificazione contabile previste dalla disciplina.


Nessuna variazione su beni e importi

Il completamento non può modificare il perimetro dell’operazione già confermata. La pratica, in particolare, non potrà comprendere beni diversi da quelli precedentemente indicati né riportare somme superiori rispetto agli importi autorizzati.

Il modello da utilizzare e le istruzioni per la compilazione sono pubblicati sul portale del Gestore dei Servizi Energetici. L’apertura della procedura è stata disposta da un decreto direttoriale del ministero delle Imprese e del made in Italy, in attuazione del provvedimento interministeriale del 7 maggio adottato insieme al ministero dell’Economia.

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Investimenti per 7 miliardi

Nonostante le difficoltà iniziali, il piano ha raccolto finora progetti per circa 7 miliardi di euro nell’arco di quattro mesi. La raccolta delle comunicazioni preventive era partita il 12 giugno, mentre dal 21 luglio le imprese hanno potuto trasmettere le conferme, specificando data e valore del pagamento riferito alla quota finale dell’acconto necessario per raggiungere il 20% del costo di ciascun bene.

Il volume registrato potrebbe aver beneficiato dell’accumulo di iniziative presentate dopo l’avvio effettivo della misura, arrivato soltanto a metà anno. L’agevolazione riguarda comunque investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.


Si valuta una proroga al 2029

Resta aperto il confronto tra il ministero dell’Economia e il ministero delle Imprese e del made in Italy sulla possibilità di estendere di dodici mesi il termine per portare a termine i progetti. L’ipotesi sul tavolo porterebbe la scadenza almeno al 30 settembre 2029.

L’eventuale modifica potrebbe trovare spazio nella legge di bilancio, ma andrebbe valutata insieme a un possibile rifinanziamento. La dotazione attuale ammonta a 9,8 miliardi di euro, con effetti sulla finanza pubblica distribuiti fino al 2035. È inoltre attesa una circolare operativa annunciata dal ministro Adolfo Urso, pensata per chiarire e rendere più semplici alcuni passaggi tecnici segnalati come problematici dalle associazioni imprenditoriali.

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