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Attualità 2 min di lettura21 ott

Totti e la prostata, il monito degli urologi: non va presa alla leggera

Il presidente della Società italiana di Urologia riconosce l’effetto del video di Totti, ma invita a non trasformare la prevenzione in una gag.

La battuta di Francesco Totti ha riportato l’attenzione sulla visita urologica, ma secondo Giuseppe Carrieri il tema non può essere affrontato soltanto in chiave comica. Il presidente della Società italiana di Urologia ha riconosciuto il contributo dell’ex capitano della Roma alla sensibilizzazione, chiedendo però di non banalizzare un controllo che può favorire la diagnosi precoce del tumore alla prostata.

I numeri spiegano il motivo dell’appello: in Italia si registrano circa 40mila nuovi casi ogni anno e 7mila decessi. Sono inoltre quasi 600mila gli uomini che convivono con questa malattia.

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La prevenzione resta il punto centrale

Il mese di novembre è dedicato alla salute maschile e alla prevenzione delle patologie prostatiche. In questo contesto, Carrieri ha definito utile la visibilità ottenuta dal racconto di Totti, perché ha permesso di portare il tema davanti a un pubblico ampio e di stimolare una discussione spesso evitata.

Il presidente della Siu ha tuttavia ricordato che l’impatto della malattia rende indispensabile un approccio serio. Se lo screening del tumore alla prostata dovesse entrare nei Livelli essenziali di assistenza, la prevenzione potrebbe ridurre la mortalità del 25%, con una stima di circa 1.800 decessi in meno ogni anno.


La visita non è un’esperienza da temere

A giudizio di Carrieri, il modo leggero con cui Totti ha descritto il suo primo controllo rischia di trasmettere un’immagine incompleta dell’appuntamento. «Non è un atto di violenza, ma prima di tutto un colloquio a 360 gradi tra medico e paziente», ha spiegato il presidente della Società italiana di Urologia.

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Il percorso, dunque, non coincide soltanto con l’esame clinico. Il confronto con lo specialista serve a valutare la situazione complessiva del paziente e a orientare gli eventuali accertamenti. Per questo Carrieri ha invitato gli uomini a non rimandare il controllo per imbarazzo o paura: «La visita urologica non è una barzelletta e non dobbiamo drammatizzare un atto medico».


Il racconto al teatro Brancaccio

Totti aveva parlato della sua prima visita alla prostata durante la presentazione del libro “Oltre”, organizzata al teatro Brancaccio. Di fronte a oltre 1.500 persone, l’ex calciatore aveva trasformato l’esperienza in un monologo dai tempi comici, raccontando con ironia l’ingresso nello studio del medico.

Nel suo resoconto aveva descritto lo specialista come un uomo molto alto, soffermandosi poi in modo scherzoso sulle dimensioni del pollice e sulla propria reazione. La platea aveva accolto il racconto con risate, fino alla conclusione volutamente paradossale: «Andate a farla che è bellissima».

Carrieri non ha escluso un nuovo coinvolgimento di Totti nelle campagne informative. L’auspicio della Società italiana di Urologia è che la sua popolarità possa contribuire in futuro a diffondere il messaggio sulla prevenzione e sull’importanza di individuare la malattia nelle sue fasi iniziali.

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