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Attualità 2 min di lettura31 min fa

Toscana, il fungo da 25 chili che ha stupito tutti: chi l’ha trovato

A Vallombrosa Tiziana e Valter Cammilli hanno recuperato un enorme Meripilus, mentre nell’Alta Valle del Tevere sono state identificate due nuove entità fungine

Un esemplare di Meripilus dal peso superiore ai 25 chili è diventato il protagonista di una mostra micologica nel Fiorentino. A trovarlo sono stati Tiziana e Valter Cammilli, due appassionati che lo hanno raccolto nella zona di Vallombrosa e poi portato all’esposizione di Castagno d’Andrea.

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Il gigante esposto a Castagno d’Andrea

Il ritrovamento è avvenuto sulle montagne fiorentine, in un’area nota per la ricchezza dei suoi boschi. Le dimensioni del fungo hanno attirato l’attenzione dei visitatori e degli esperti presenti alla rassegna organizzata nella frazione di San Godenzo, in provincia di Firenze.

Il peso, oltre la soglia dei 25 chilogrammi, ha reso l’esemplare particolarmente singolare. Dopo essere stato recuperato da Tiziana e Valter Cammilli, il Meripilus è stato mostrato al pubblico durante l’appuntamento dedicato alla conoscenza dei funghi.


Due nuove entità nell’Umbria

Nella stessa settimana, un’altra scoperta ha interessato il mondo della micologia, questa volta nell’Alta Valle del Tevere. Nei dintorni di Città di Castello sono state riconosciute due nuove entità appartenenti al genere Pseudosperma, incluso nella famiglia Inocybaceae.

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Uno dei campioni è stato raccolto nella località Casella, a 288 metri di altitudine; il secondo proviene invece da Candeggio, a 666 metri. L’identificazione è stata possibile grazie a un lavoro che ha combinato osservazioni morfologiche e microscopiche con analisi molecolari del DNA.


La ricerca pubblicata sulla rivista

Lo studio è stato condotto dal micologo Giovanni Battista Galeotti e dal biologo Andrea Rubini, con la collaborazione di Roberto Para, Tomaso Lezzi, Beatrice Belfiori e Claudia Riccioni. Il gruppo ha confrontato le caratteristiche dei campioni attraverso più livelli di analisi.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Mycological Progress. Le due scoperte umbre aggiungono così nuovi elementi alla conoscenza del genere Pseudosperma, mentre il ritrovamento toscano si è imposto per le dimensioni eccezionali dell’esemplare esposto a Castagno d’Andrea.

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