Torino, cariche e petardi: cortei sotto stretta sorveglianza
Dopo le violenze dello scorso fine settimana, nuove manifestazioni attraversano diverse città mentre la procura indaga Youssef Siher per istigazione a delinquere.
A Torino il corteo è sfociato in momenti di forte tensione: la polizia ha effettuato una carica di alleggerimento dopo il lancio di oggetti e petardi da parte di alcuni manifestanti. In piazza Castello è stata inoltre bruciata una grande immagine di Giorgia Meloni, tra slogan e insulti rivolti alla presidente del Consiglio.
La giornata di mobilitazioni arriva pochi giorni dopo gli scontri e i danneggiamenti registrati a Milano. Intanto proseguono in varie città le perquisizioni condotte dalla Digos e dalle procure per ricostruire quanto accaduto durante le proteste della scorsa settimana.
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Torino apre una giornata delicata
Le iniziative previste in diverse aree del Paese riguardano temi differenti: dalla guerra al riarmo, dal costo della vita ai Centri di permanenza per i rimpatri. A Torino, però, il confronto tra corteo e forze dell’ordine ha assunto rapidamente una dimensione più critica, con gli agenti schierati in assetto antisommossa.
Sul fronte giudiziario, Youssef Siher, 30 anni, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di istigazione a delinquere. Di origine marocchina, viene indicato come ideatore delle pagine Instagram e Telegram del «Movimento 17 ottobre», nate dopo i disordini della settimana precedente.
A Milano mobilitati 1.400 operatori
Nel capoluogo lombardo è partito da piazza Castello un corteo antifascista diretto nell’area del Castello Sforzesco. I partecipanti hanno scandito slogan contro il fascismo, mentre il dispositivo di sicurezza comprende più di 1.400 unità tra polizia, carabinieri, Guardia di finanza, polizia locale e paracadutisti della Folgore.
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A Roma, invece, il corteo «Fuori l’Italia dalla guerra» ha raggiunto la zona dei Fori Imperiali dopo la partenza da piazza della Repubblica. Alla manifestazione, promossa da «Asse antimperialista», hanno preso parte alcune centinaia di persone e, secondo le informazioni disponibili, non si sono verificati episodi di tensione.
Proteste e controlli da Nord a Sud
Ad Aosta, in piazza Chanoux, «Noi siamo il popolo» ha portato in strada rivendicazioni su istruzione, carburanti, salari, affitti e sanità. A Genova, dopo la revoca della piazza de Ferrari inizialmente indicata dal Movimento, la questura ha predisposto un piano flessibile e consistente: il timore è che i partecipanti possano distribuirsi in più punti della città.
Anche l’Emilia-Romagna si prepara a nuove iniziative. A Bologna i collettivi Làbas e Tpo hanno promosso una protesta contro quella che definiscono la stretta repressiva del governo; a Forlì è attesa la presenza di Generation Z, in un clima reso più teso dalle polemiche sul presidio annunciato da Forza Nuova in piazzale della Vittoria con Roberto Fiore.
In Veneto, infine, Verona ospita una manifestazione incentrata su accise e conflitti internazionali. Il quadro comprende inoltre iniziative annunciate tra Torino, Milano, Roma e Castel Volturno, con le autorità impegnate a prevenire nuovi episodi dopo le violenze dello scorso fine settimana.
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