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Attualità 2 min di lettura7 min fa

Francia, 135 fermi e cortei sotto pressione: cosa succede nelle città

Il secondo sabato di proteste porta 110mila persone a Parigi, tensioni in diverse città e migliaia di manifestanti contro il congresso del Rassemblement National.

Il bilancio provvisorio parla di 135 fermi e di 35mila partecipanti complessivi, mentre in diverse città francesi la protesta è sfociata in momenti di tensione. A Parigi, secondo la prefettura, il corteo ha riunito 110mila persone: un numero simile a quello registrato una settimana prima. Per contenere eventuali disordini, il governo ha schierato 70mila tra agenti, gendarmi, militari e reparti speciali.

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Scontri e divieti alzano la tensione

A Bordeaux la conclusione della manifestazione è stata segnata dal lancio di gas lacrimogeni da parte della polizia. Alcuni partecipanti avrebbero risposto con petardi e, sotto una pioggia intensa, la place de la Bourse è stata avvolta dal fumo. La prefettura ha riferito di gruppi ostili che avrebbero colpito le forze dell’ordine con pietre e altri oggetti, oltre ad aver innalzato barricate.

Situazione complessa anche a Marsiglia, dove una parte del corteo si è allontanata dal tragitto autorizzato, rendendo più difficile il controllo degli agenti. A Lione circa 10mila persone si sono radunate nonostante il divieto imposto dalla polizia in un’ampia zona urbana. Lacrimogeni sono stati utilizzati anche a Rennes, mentre a Nantes gli idranti hanno disperso assembramenti non autorizzati.


Parigi resta il centro della protesta

Nella capitale il corteo è partito dalla Porte des Vincennes, con altri manifestanti ancora concentrati alla place d’Italie. I primi gruppi hanno raggiunto il punto conclusivo mentre il resto della mobilitazione era ancora in movimento. Per il momento, nella capitale non sono stati segnalati incidenti rilevanti e le forze dell’ordine hanno seguito da vicino gli spostamenti dei partecipanti.

Tra i presenti c’erano anche esponenti di France Insoumise, compreso Jean-Luc Mélenchon. Prima dell’avvio della manifestazione, il leader ha dichiarato: «Macron capirà che questo succederà ogni settimana sino a quando il governo non ascolterà le domande degli studenti». Il riferimento è alla mobilitazione che coinvolge liceali, sindacati e gilet gialli.

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Numeri divergenti e congresso contestato

Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha comunicato che, a metà giornata, erano state fermate 135 persone. Secondo il ministro, molti provvedimenti sono scattati durante i controlli dei flussi o dopo il ritrovamento di oggetti potenzialmente utilizzabili come armi improprie; ha inoltre escluso, fino a quel momento, incidenti di particolare gravità. Alla stessa ora del sabato precedente i partecipanti erano stati circa 60mila, quasi il doppio rispetto alla stima odierna di 35mila.

A Orléans la protesta ha preso di mira il congresso del Rassemblement National, in programma tra oggi e domani. La prefettura ha contato 11mila persone, mentre gli organizzatori ne indicano 29mila e avvertono che il dato potrebbe crescere, poiché numerosi manifestanti non avevano ancora raggiunto la città.

Il nuovo appuntamento arriva a una settimana dalle violenze del 17 ottobre, che avevano provocato un forte allarme in tutto il Paese. Per questo i promotori hanno definito la giornata «atto secondo» e annunciato oltre 700 mobilitazioni tra Parigi, Marsiglia, Lione, Lille e gli altri principali centri francesi. La cronaca riguarda il 24 ottobre 2026.

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