Toledo, Antonio Narciso racconta i soccorsi dopo lo schianto
Il 21enne foggiano viaggiava verso Madrid quando il convoglio si è fermato a 300 metri dall'incidente
Antonio Narciso, studente foggiano di 21 anni, era sul treno diretto a Madrid che si è arrestato a circa 300 metri dall'incidente ferroviario di Toledo. Dopo la fermata, il giovane ha lasciato il convoglio per aiutare i soccorritori; con lui viaggiava la fidanzata, diretta come lui verso la capitale spagnola.
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Il ritardo del treno
Narciso, in Erasmus a Cordova da settembre, avrebbe dovuto raggiungere Madrid per poi prendere un volo verso Edimburgo. Ripensando a quei momenti, ha ricordato soprattutto l'orario di partenza: il treno aveva accumulato 22 minuti di ritardo. "Se fosse partito in orario, probabilmente saremmo rimasti coinvolti anche noi e forse oggi non sarei qui a raccontarlo", ha detto ricostruendo l'accaduto.
Il convoglio ha comunque rischiato di arrivare molto più vicino al luogo dello schianto. Il macchinista ha notato una nube scura davanti ai binari e ha azionato il freno d'emergenza, fermando il treno prima dell'area interessata. I passeggeri sono rimasti così a poche centinaia di metri dal punto dell'incidente.
L'intervento tra i rottami
Una volta fermato il convoglio, è stato chiesto se a bordo ci fossero medici, agenti o volontari della Protezione civile. Narciso, che in Italia presta servizio proprio in questo ambito, si è messo a disposizione ed è sceso per raggiungere la zona dove operavano i soccorritori.
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Il 21enne ha descritto una scena difficile da comprendere e ancora più difficile da dimenticare. "C'erano persone riverse a terra. Alcune erano già morte, altre intrappolate nelle carrozze. Molte erano irriconoscibili, tanto erano gravi le ferite", ha raccontato. In mezzo alla confusione, il giovane ha visto anche una ragazza italiana, uscita autonomamente dal treno danneggiato e poi accompagnata in ambulanza.
L'assistenza ai passeggeri
Mentre Narciso prestava aiuto all'esterno, la fidanzata è rimasta sul loro convoglio per assistere gli altri viaggiatori. Dopo la fase più concitata, la coppia è stata contattata dalla Farnesina tramite la Polizia nazionale spagnola.
Per permettere ai passeggeri di proseguire il viaggio, è stato predisposto un trasferimento in autobus verso Madrid, accompagnato dalla Croce Rossa. Narciso ha riferito che, nelle prime fasi dell'emergenza, raccogliere informazioni era molto difficile: la situazione era caotica e non era semplice capire con precisione cosa fosse accaduto.
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