TFS pubblico, attese azzerate nel 2030, rate addio nel 2035
La legge di Bilancio prevede aumenti graduali delle somme liquidate subito, con costi per lo Stato di 4,18 miliardi.
La riforma del trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici porterà alla cancellazione dell’attesa iniziale dal 2030 e all’eliminazione delle rate nel 2035.
Il percorso non riguarderà però tutti i lavoratori nello stesso modo. Chi accederà alla pensione anticipata o lascerà volontariamente il posto continuerà a essere sottoposto ai tempi più lunghi previsti dalla normativa attuale.
Rowenta
-12% sui lavapavimenti da Rowenta
I tempi per ricevere il TFS
Oggi, per chi va in pensione per vecchiaia o raggiunge i limiti di età, il primo pagamento arriva dopo dodici mesi dalla cessazione del lavoro. A questo periodo si aggiungono altri novanta giorni concessi all’Inps per completare i calcoli e le procedure amministrative.
La riduzione scatterà per chi maturerà i requisiti dal 2027. In quell’anno l’attesa complessiva scenderà a nove mesi, mentre nel 2028 sarà ridotta a sei. Per le cessazioni del 2029 resteranno tre mesi; dal 2030 il differimento previsto dalla legge verrà cancellato, lasciando soltanto i tempi tecnici necessari alla liquidazione.
Le rate diventano più alte
La seconda parte dell’intervento riguarda il pagamento frazionato, introdotto nel 2010. Attualmente il TFS viene versato in un’unica soluzione solo se non supera i 50.000 euro lordi. Oltre quella cifra, l’importo viene distribuito in due o tre versamenti annuali, in base al totale maturato e alla soglia dei 100.000 euro.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il limite per ottenere subito l’intera somma salirà a 60.000 euro nel 2031, a 70.000 nel 2032, a 80.000 nel 2033 e a 90.000 nel 2034. La rateizzazione scomparirà completamente nel 2035, quando il trattamento sarà pagato in un solo versamento indipendentemente dall’importo complessivo.
Costi e lavoratori esclusi
La gradualità è legata alle conseguenze sui conti pubblici. Secondo le stime della Ragioneria Generale dello Stato, l’anticipo dei pagamenti comporterà un esborso complessivo di circa 4,18 miliardi di euro tra il 2027 e il 2036.
Le nuove regole interesseranno oltre 36mila dipendenti pubblici ogni anno, con somme medie vicine ai 100.000 euro. La distribuzione nel tempo delle maggiori uscite serve a recepire la sentenza 130/2023 della Corte Costituzionale senza concentrare subito l’impatto finanziario sul bilancio statale.
Per chi sceglierà il pensionamento anticipato o presenterà dimissioni volontarie resteranno invece i differimenti più pesanti, che possono durare da due a quattro anni. La disciplina precedente continuerà inoltre ad applicarsi a chi avrà maturato i requisiti prima del 2027, lasciando aperto il confronto parlamentare sull’ampiezza della disparità tra i diversi gruppi di lavoratori.
La domanda di oggi
Le lettere personali possono favorire il dialogo tra le parti?
Continua a leggere
Travaglio contesta il modello dei democratici americani in tv
A Otto e mezzo il giornalista critica l’idea di importare in Europa le ricette elettorali statunitensi
Peña affronta l’impeachment e chiede tutela per i clienti Ueno
L’ex presidente paraguayano promette collaborazione e difesa, mentre il Parlamento non raggiunge il numero legale sulle dimissioni
Minacce sui social, indagata la madre di un minore
La denuncia è arrivata dopo commenti sulla vicenda dei raid attribuiti ai due adolescenti tra Monteverde e Testaccio.
Google, causa dei genitori: Gemini accusato per il suicidio
La denuncia in California sostiene che l’assistente abbia accompagnato per mesi la ragazza nella preparazione del gesto