Testamento Baudo, la scelta che Alex accetta: “Papà meritava di più
Nel libro dedicato al padre, Alex Baudo racconta il rapporto ricucito con Pippo e le ragioni che ne segnarono il riconoscimento tardivo.
Alex Baudo ha scelto di raccontare il padre Pippo e il loro legame nel libro “Papà. Un amico di famiglia”. Al centro del volume c’è una relazione ritrovata quando lui aveva già 31 anni, dopo un percorso personale segnato da domande, distanza e ricostruzioni familiari.
Nell’intervista, Alex affronta anche il tema dell’eredità e della decisione presa dal padre di dividere il testamento tra lui, la sorella e la segretaria Dina Minna. Una scelta che dice di accettare, pur sostenendo che Pippo Baudo avrebbe meritato qualcosa di più di uno studio dedicato alla sua memoria.
Un rapporto ricostruito da adulti
Il riavvicinamento tra padre e figlio è avvenuto gradualmente negli ultimi anni. Alex lo descrive come un periodo complesso, ma anche capace di riportare tra loro un’intesa profonda, dopo una conoscenza che per molto tempo era rimasta incompleta.
Da bambino ricordava la presenza di Pippo durante alcuni pranzi e cene nella casa romana. In quel contesto, il padre ufficiale era Tullio Formosa, dirigente della Rai, mentre la madre Mirella Adinolfi era conosciuta per la sua abilità nell’accogliere persone appartenenti al mondo dello spettacolo.
La storia iniziata negli anni Sessanta
Alex ha ricostruito soltanto in seguito la relazione nata tra Mirella Adinolfi e Pippo Baudo. I due si sarebbero innamorati negli anni Sessanta, quando il divorzio non era ancora previsto dalla legge e l’adulterio costituiva ancora un reato.
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Secondo il racconto di Alex, in quella società una gravidanza al di fuori del matrimonio avrebbe potuto lasciare un marchio permanente sulla madre e sul bambino. Per questo Pippo non lo riconobbe alla nascita: farlo, ha spiegato il figlio, avrebbe significato esporlo all’etichetta di “figlio di un adulterio”.
Il libro come gesto verso Pippo
“Papà. Un amico di famiglia” nasce così dal tentativo di mettere in ordine una vicenda familiare rimasta a lungo sospesa. Alex ripercorre le tappe della propria storia senza nascondere le difficoltà, ma sottolineando anche il valore del legame costruito con il padre nella fase più recente della loro vita.
Nel volume e nelle sue parole emerge il desiderio di restituire a Pippo Baudo una memoria più ampia del semplice riconoscimento pubblico. Anche parlando delle sue ultime volontà e della distribuzione del patrimonio, Alex mantiene una posizione rispettosa verso le decisioni del padre, pur ribadendo che a suo avviso la sua figura avrebbe meritato un omaggio più significativo.
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