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Attualità 2 min di lettura7 min fa

Termosifoni, sei accorgimenti per consumare meno in inverno

Prezzi dell’energia in aumento: controlli agli impianti e gestione delle stanze aiutano a contenere la spesa domestica

L’avvio della stagione del riscaldamento 2026-27 richiede attenzione ai consumi e al funzionamento degli impianti. Tra bollette più care e nuove regole sulla contabilizzazione, alcune verifiche possono aiutare le famiglie a ridurre gli sprechi.

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Bollette in aumento

Nel quarto trimestre del 2026, secondo i dati Arera, la spesa elettrica del cliente vulnerabile in Maggior Tutela è cresciuta del 37,3% rispetto al periodo precedente. Anche il gas ha ripreso a rincarare.

Enea calcola che, durante l’inverno 2026-27, interventi di efficienza e comportamenti più attenti potrebbero ridurre i consumi del settore residenziale e dei servizi di circa 1,2 miliardi di metri cubi di gas. Il risparmio sarebbe equivalente al fabbisogno annuale di riscaldamento di circa un milione di abitazioni.


Controllare i dispositivi

Un termosifone spento non garantisce automaticamente una spesa pari a zero. Se il ripartitore installato sul radiatore non funziona o non produce una lettura utilizzabile, la quota può essere calcolata sulla base di una stima, anche considerando i consumi degli anni precedenti.

Prima dell’accensione degli impianti è quindi utile controllare lo stato dei dispositivi e comunicare subito eventuali errori o anomalie al servizio incaricato della contabilizzazione. Dal 1° gennaio 2027, inoltre, i sistemi interessati dalla normativa dovranno permettere la lettura a distanza nei casi previsti dalla legge.

Amministratori e condomini possono usare gli ultimi mesi del 2026 per verificare la conformità delle apparecchiature e valutare eventuali lavori. La lettura da remoto consente di raccogliere i dati senza entrare nelle abitazioni e di seguirne l’andamento con maggiore regolarità.

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Regolare ogni ambiente

La temperatura non deve essere necessariamente uguale in tutta la casa. Camera da letto, studio e soggiorno vengono utilizzati in momenti diversi e possono richiedere quantità di calore differenti.

Regolare le valvole stanza per stanza permette di limitare il riscaldamento negli spazi poco frequentati e di adattare l’impianto alle abitudini degli occupanti. Anche lasciare liberi i radiatori aiuta: tende spesse, mobili, coperture e indumenti appoggiati sopra ostacolano la diffusione del calore.


Evitare dispersioni inutili

Un radiatore che resta freddo in alcune parti, produce rumori insoliti o si riscalda lentamente può avere un problema, come la presenza di aria nel circuito. In questi casi aumentare la valvola non risolve necessariamente il disservizio: è preferibile individuare la causa e rivolgersi, se occorre, a un tecnico qualificato.

Anche il ricambio dell’aria va gestito con attenzione. È meglio aprire completamente le finestre per il tempo necessario e richiuderle subito dopo, invece di lasciarle socchiuse a lungo con i termosifoni accesi. Mantenere gli ambienti troppo caldi, inoltre, fa salire i consumi senza assicurare un maggiore benessere.

«Ridurre la spesa significa eliminare gli sprechi, ma anche disporre di apparecchi efficienti e rilevazioni attendibili», ha spiegato Matteo Birindelli, responsabile di Qundis in Italia. Secondo Birindelli, dati precisi consentono di conoscere meglio i consumi e di modificare il modo in cui viene usato il riscaldamento.

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