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Attualità 3 min di lettura15 min fa

Risparmio, italiani più preoccupati per cure e pensioni

Il 45% riesce ad accantonare denaro, ma aumentano le spese essenziali e il timore per il futuro

Il 45% degli italiani è riuscito a risparmiare nel 2026. Le somme messe da parte servono soprattutto a proteggersi da spese sanitarie, pensioni insufficienti e perdita del potere d’acquisto.

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Aumentano le spese essenziali

Un italiano su tre ha segnalato, rispetto a due o tre anni fa, un aumento degli acquisti di beni indispensabili. A incidere sono soprattutto medicinali, prodotti farmaceutici, alimenti e articoli per la cura della casa.

Anche i trasporti privati registrano una crescita della spesa, con un saldo positivo di 30 punti percentuali rispetto ai 18 del 2025. Per la telefonia l’incremento è più contenuto, pari a 2 punti contro i 10 dell’anno precedente. Restano invece in diminuzione i consumi legati a ristoranti, attività fuori casa e intrattenimento, con un saldo di -18, invariato sul 2025.


Le difficoltà davanti agli imprevisti

Il 24% della popolazione non avrebbe risorse sufficienti per coprire una spesa inattesa di 1.000 euro. La percentuale sale al 64% quando l’importo raggiunge 10.000 euro.

La maggiore fragilità emerge tra le persone della GenX, nella fascia tra 45 e 64 anni: il 68% dichiara di non poter affrontare con mezzi propri un esborso di questo tipo. Il dato conferma il carattere soprattutto difensivo assunto dal risparmio, legato alla necessità di mantenere una sicurezza economica minima.


Sanità e pensione tra le priorità

L’indagine realizzata da Ipsos e Acri per la 102ª Giornata del Risparmio mostra che la capacità di accantonare non si è deteriorata in modo significativo, ma le motivazioni sono cambiate. Per il 75% degli intervistati il risparmio rappresenta un’integrazione necessaria al welfare pubblico: il 45% guarda alle cure mediche, il 25% all’assistenza di anziani e persone non autosufficienti e un altro 25% alla previdenza.

Tra i lavoratori, il 66% teme di avere una condizione economica insufficiente dopo il pensionamento. Il 43% indica il rischio di ricevere una pensione troppo bassa, mentre il 33% segnala la difficoltà di mettere oggi denaro da parte per il futuro. L’invecchiamento della popolazione e la riduzione delle nascite accrescono inoltre la pressione sui servizi pubblici e rafforzano il ruolo della famiglia come sostegno economico.

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Risparmiare per necessità

Per il 39% degli italiani accantonare denaro è soprattutto un modo per garantirsi stabilità finanziaria. Il 27% lo considera invece uno strumento per raggiungere obiettivi specifici, mentre il 21% lo vive come un’abitudine consolidata.

Il 58% ritiene di avere una propensione al risparmio simile a quella dei propri genitori, pur pensando di non poter mettere da parte le stesse cifre. Questa convinzione riguarda il 50% della GenZ, il 56% dei Millennials, il 60% della GenX e il 70% dei Boomers.


Più attenzione al presente

La quota di chi riesce a risparmiare senza rinunce rilevanti è rimasta al 45%, come nel 2025. È scesa invece dal 38% al 35% la percentuale di chi considera il risparmio una fonte di tranquillità, mentre è salita dal 14% al 19% quella di chi preferisce godersi il presente senza concentrarsi troppo sul futuro.

Nel 2023 il 53% degli italiani mostrava un orientamento al risparmio, contro il 45% del 2026; nello stesso periodo, la quota di chi privilegiava l’oggi è passata dal 7% al 19%. Il 37% consuma interamente il proprio reddito, mentre il 44% riesce ad accantonarne una parte: quest’ultimo dato era al 41% nel 2025 e al 48% nel 2023.

Tra i Boomers, il 37% cerca di risparmiare senza troppe rinunce, il 30% preferisce vivere il presente e un altro 30% considera il risparmio necessario per sentirsi tranquillo.

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