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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Termosifoni, dove partono il 15 ottobre e perché le ore possono cambiare

Il calendario non è uguale in tutta Italia: le fasce climatiche stabiliscono date e limiti, mentre alcuni Comuni possono intervenire sugli orari.

Il primo via libera agli impianti termici scatterà il 15 ottobre nei territori caratterizzati da temperature più rigide. Non sarà però una regola valida per tutto il Paese: nelle aree più miti l’accensione slitterà fino al 1° dicembre e alcuni Comuni potranno ridurre il numero di ore quotidiane, anche alla luce delle temperature anomale del 2026 e degli obiettivi di contenimento delle emissioni.


Il freddo decide il calendario

La possibilità di accendere i termosifoni dipende dalla fascia climatica assegnata a ciascun Comune. La classificazione nazionale comprende sei categorie, indicate con le lettere dalla A alla F, introdotte dal decreto 412 del 1993; un successivo provvedimento del 2013 ha definito il periodo di funzionamento e il tetto giornaliero per le diverse zone.

Il criterio utilizzato è quello dei gradi-giorno, un indice che quantifica il fabbisogno di riscaldamento in base alle condizioni climatiche locali. Il valore nasce dalla somma, per ogni giornata della stagione fredda, della differenza positiva tra i 20 gradi della temperatura interna convenzionale e la media registrata all’esterno.


Le città che iniziano prima

Nella fascia F, riservata ai Comuni con oltre 3.000 gradi-giorno, non sono previsti vincoli stagionali o giornalieri: gli impianti possono funzionare durante l’intero anno. Ne fanno parte diversi centri montani, tra cui Cortina d’Ampezzo, Pieve di Cadore, Bormio, Sestriere e Bardonecchia.

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La zona E comprende invece i territori con un valore superiore a 2.100 e fino a 3.000 gradi-giorno. In questi Comuni il riscaldamento è autorizzato dal 15 ottobre al 15 aprile, con un massimo di 14 ore al giorno. Il gruppo include Milano, Bergamo, Brescia, Torino, Novara, Padova, Venezia, Verona e Bolzano, oltre ai capoluoghi dell’Emilia-Romagna, Campobasso, Potenza ed Enna.


Orari modificati nei Comuni

Le regole nazionali non escludono interventi locali. In presenza di condizioni climatiche particolari o per limitare consumi ed emissioni, le amministrazioni possono emanare ordinanze che cambiano sia il periodo annuale di esercizio sia la durata quotidiana dell’accensione.

Per questo, anche nelle città comprese nelle fasce con date già definite, il funzionamento effettivo potrebbe essere più breve rispetto al limite ordinario. Nei centri appartenenti alle zone climatiche più calde, invece, l’avvio potrà avvenire soltanto dal 1° dicembre.

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