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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Telescopio Swift verso il rientro: missione Nasa conclusa

Lo speciale di Focus racconta l’ultima missione del telescopio e il guasto che ha fermato la sonda Link.

Il tentativo della Nasa di riportare Swift in un’orbita stabile non è riuscito. Il telescopio spaziale è destinato a rientrare nell’atmosfera terrestre nei prossimi giorni.

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Il guasto durante la manovra

La sonda Link era stata inviata nello spazio nell’estate del 2026 con un incarico preciso: raggiungere Swift, collegarsi alla struttura e utilizzare i propri motori per rialzarne la traiettoria. L’operazione è stata preparata in tempi molto stretti, senza poter verificare ogni procedura direttamente in orbita.

Durante una rotazione, uno dei piccoli propulsori di Link è rimasto attivo. La sonda ha così iniziato a girare rapidamente su se stessa, perdendo l’assetto previsto. Per bloccare il movimento e ristabilire il controllo, gli ingegneri hanno acceso gli altri motori, consumando quasi tutto il carburante disponibile. Quando il collegamento è tornato operativo, non restava propellente sufficiente per intervenire su Swift.


Perché Swift ha perso quota

Il telescopio ha cominciato a scendere a causa della resistenza esercitata dagli strati più rarefatti dell’atmosfera. Anche a grandi altitudini, infatti, sono presenti particelle in grado di rallentare gradualmente un satellite. Negli ultimi anni, l’attività solare ha inoltre dilatato l’atmosfera, aumentando l’effetto frenante.

Il divulgatore scientifico Luigi Bignami, consulente del documentario, ha spiegato che la perdita di velocità ha lasciato prevalere l’attrazione terrestre. Swift è quindi entrato in una discesa che non può più essere arrestata. Secondo Bignami, il rientro non comporterà rischi per la popolazione: «Nei prossimi giorni, Swift rientrerà nell’atmosfera e brucerà completamente come una spettacolare stella cadente; nessun pericolo che ci cada in testa, state tranquilli».

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Ventidue anni di osservazioni

Swift era stato progettato per restare operativo soltanto 2 o 3 anni. Invece ha continuato a lavorare per 22 anni, individuando e studiando alcuni degli eventi più violenti dell’universo. Tra questi ci sono i lampi di raggi X e quelli gamma, capaci di liberare in pochi secondi una quantità di energia superiore a quella che il Sole produrrà nel corso della propria esistenza.

Il telescopio ha osservato anche esplosioni di supernova, fusioni tra stelle di neutroni e buchi neri che inglobano corpi celesti troppo vicini. Bignami ha ricordato il lungo contributo scientifico dello strumento: «Questo incredibile instancabile esploratore ha lavorato per ben 22 anni, regalandoci una delle missioni scientifiche più longeve e di successo della storia dell’umanità».


Lo speciale su Focus

La vicenda sarà ricostruita nello speciale “Missione impossibile: salvate Swift!”, firmato da Fabio Fagone e Luigi Bignami. Il programma ripercorrerà la perdita di quota del telescopio, il lancio di Link e l’incidente che ha compromesso il tentativo di recupero.

La trasmissione andrà in onda su Focus, canale 35 del digitale terrestre, venerdì 30 ottobre alle 22.

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