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Attualità 3 min di lettura41 min fa

Il Calendario Pirelli mostra l’India tra passato e futuro

L’edizione 2026 riunisce 36 immagini di Solve Sundsbo e Raghu Rai, tra spiritualità, industria e metropoli indiane.

Il Calendario Pirelli 2026 racconta un’India sospesa tra radici religiose, sviluppo economico e vita urbana. L’edizione è stata presentata attraverso 36 fotografie che mettono in relazione epoche, classi sociali e identità diverse.

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Una metropoli tra fede e industria

Il Paese conserva profonde disuguaglianze e un sistema di caste abolito formalmente, ma ancora presente nella società. Le classi più agiate, tuttavia, contribuiscono anche alla crescita dei gruppi più marginalizzati. A New Delhi, la rete metropolitana offre un’immagine diversa: le stazioni sono pulite, sorvegliate e servite da treni frequenti, con carrozze riservate alle donne.

Barbara, modenese trasferita nella capitale indiana circa trent’anni fa, ha descritto il ruolo dei templi sikh nell’assistenza ai più poveri: «Nessuno muore più di fame… i templi sikh aperti 24 ore offrono sempre un giaciglio e un pasto ai senza tetto».

Il contrasto tra spiritualità e capitalismo attraversa anche Mumbai, capitale finanziaria dell’India. La città ospita la Borsa, importanti sedi produttive e grandi gruppi internazionali come Tesla, Apple e Samsung. Con 91 miliardari, è inoltre il centro indiano con la maggiore concentrazione di grandi patrimoni e una delle città più ricche dell’Asia.


Le immagini di due generazioni

Il progetto fotografico è stato affidato al norvegese Solve Sundsbo, già autore dell’edizione 2026, e a Raghu Rai, considerato uno dei maestri della fotografia indiana. Dopo la morte del padre, avvenuta nell’aprile di quest’anno, Avani Rai ne ha raccolto l’eredità artistica tornando nei luoghi più legati al suo lavoro.

Raghu Rai aveva fotografato persone appartenenti a ogni ambiente, da Indira Gandhi a Teresa di Calcutta, fino agli abitanti dei mercati. Avani ha quindi ripercorso quei luoghi, mentre Sundsbo ha osservato il Paese da straniero, lasciandosi guidare dalla compresenza di passato e modernità.

«Il Paese non è mai una cosa sola: convivono tempi e realtà diverse, antico e contemporaneo entrano nella stessa inquadratura», ha spiegato Sundsbo parlando del lavoro realizzato per il calendario.

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Il risultato è una raccolta di 36 scatti dedicati a un’India non uniforme, dove riti religiosi, consumi, povertà, ricchezza e paesaggi metropolitani convivono nella stessa narrazione. Il calendario, prodotto in tiratura limitata e pensato come oggetto da collezione, è racchiuso in un cofanetto arancione ispirato alle ghirlande floreali delle festività indiane.


La presentazione tra templi e saloni

La prima presentazione si è svolta al mausoleo Safdarjung Tomb, aperto per l’occasione anche a un pubblico non impegnato nella preghiera. Il luogo era illuminato da numerose candele e, per rispettare le consuetudini religiose, durante il buffet non sono state servite bevande alcoliche.

Il giorno successivo, l’Imperial ha ospitato il galà. L’albergo, nato durante l’epoca coloniale e legato alla storia dell’indipendenza indiana del 1947, ha fatto da cornice alla serata organizzata nella sala da ballo, tra lampadari, specchi, boiserie e decorazioni floreali.

La crescita economica del Paese è stata richiamata anche dagli accordi industriali. Marco Tronchetti Provera ha firmato un’intesa del valore di milioni con BKT, multinazionale indiana impegnata nella produzione di 800mila pneumatici. Il progetto comunicativo di Pirelli punta così a unire tradizione e globalizzazione, senza affidare il racconto all’Intelligenza Artificiale.

Nello stesso albergo Cosmoprof Worldwide Bologna ha celebrato i 60 anni della manifestazione dedicata alla cosmesi. L’incontro, realizzato con il supporto dell’Istituto del Commercio Estero, ha promosso le aziende italiane e i rapporti commerciali con il mercato indiano, indicato tra quelli con la crescita più rapida a livello mondiale.

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