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Attualità 3 min di lettura22 min fa

Telegram, il gruppo si blinda: anonimato e piazze ogni sabato

Un canale privato raccoglie circa 250 iscritti e diffonde indicazioni su privacy, arresti e mobilitazioni contro il governo.

Cambiare subito le impostazioni della privacy e non usare il proprio nome: è questa la premessa con cui il gruppo Telegram “Movimento 17 ottobre” invita gli iscritti a proteggere la propria identità. Il canale, infatti, ricorda che i gruppi Telegram non garantiscono automaticamente la cifratura da capo a capo e che i messaggi restano conservati sui server della piattaforma.

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L’anonimato è la prima consegna

Secondo le indicazioni diffuse nel gruppo, dal 2024 Telegram dichiara di poter comunicare alle autorità, a fronte di una richiesta legale, l’indirizzo IP e il numero di telefono associati a un account. Da qui nasce una guida dedicata alla riservatezza digitale, che suggerisce di sostituire il nome reale con un nome utente e di intervenire su altre impostazioni del profilo.

Il gruppo è chiuso e non compare nelle ricerche interne: per entrarvi occorre ricevere un collegamento d’invito. Circa 250 persone risultano iscritte e almeno 30, nella mattinata descritta, erano collegate per pubblicare messaggi o ricevere indicazioni. All’esterno i contenuti non sono visibili, mentre agli utenti ammessi vengono presentati materiali organizzativi e messaggi politici.


Dopo gli arresti, la mobilitazione continua

Una parte delle istruzioni riguarda il comportamento da tenere durante un fermo o un arresto. Agli iscritti viene raccomandato di non rilasciare dichiarazioni, di chiedere subito un avvocato e di non firmare documenti prima di averlo consultato. Il gruppo invita inoltre a mantenere la calma, a documentare il comportamento degli agenti quando possibile e a richiedere assistenza medica in caso di ferimento.

La rete, nelle intenzioni dei promotori, non dovrebbe interrompersi con la fine della manifestazione. Per sostenere le persone arrestate vengono indicati il contatto con un legale, la segnalazione pubblica dell’identità del fermato e la partecipazione a presidi davanti ai luoghi di detenzione. Tra le formule suggerite compare anche: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.


Il messaggio politico del canale

La pagina presenta la protesta come una risposta a un sistema accusato di aver sottratto prospettive alle nuove generazioni. In uno dei messaggi si legge: “Violento è questo sistema che ci uccide”, mentre ogni responsabilità per gli scontri viene respinta dagli amministratori e attribuita alle istituzioni.

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Tra i contenuti compare anche un filmato girato nel centro di Milano: alcuni giovani consegnano a una persona senza casa parte della merce sottratta durante i saccheggi nei negozi. La scena viene descritta attraverso l’espressione “Esproprio proletario” e richiama, nella rappresentazione proposta dagli autori, il modello del fuorilegge benefattore alla Robin Hood.


Le piazze indicate per il sabato

L’appello prevede una mobilitazione settimanale alle 15, dopo la chiusura delle scuole. Gli appuntamenti vengono elencati a Milano, in piazza Duomo, a Bologna, in piazza Nettuno, a Torino, in piazza Castello, a Roma, al Circo Massimo, a Firenze, in piazza Santa Maria Novella, a Padova, in piazza Mazzini, a Bari, in piazza Umberto I, e a Genova, in piazza De Ferrari.

La formula scelta dai promotori è quella della continuità: “Mobilitazione permanente ogni sabato. Fino alla caduta di questo governo ladro”. L’iniziativa segue le proteste segnate da violenze e scontri urbani contro il carovita e viene rilanciata anche attraverso una pagina Instagram, che invita a entrare nel gruppo Telegram.


Il manuale per i nuovi iscritti

Nel canale sono raccolti anche materiali presentati come strumenti di formazione. Tra questi figura un manuale di “resistenza urbana” pubblicato nel 2004, che propone diverse azioni coordinate contro le multinazionali durante giornate caratterizzate da un intenso afflusso nei negozi.

Le indicazioni rivolte ai nuovi partecipanti insistono sul silenzio davanti agli agenti e sulla cautela nei rapporti con le forze dell’ordine. Il testo invita a non lasciarsi condizionare da domande o pressioni psicologiche e a proseguire l’attività di sostegno ai compagni anche quando la manifestazione è terminata.

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