Francia, il governo corre ai ripari: coprifuoco mirati e Louvre bloccato
Dopo i disordini del fine settimana, Macron conferma il ministro dell’Interno mentre Lecornu prepara nuove misure e gli studenti paralizzano l’accesso al museo parigino.
La Francia prova a contenere le conseguenze delle proteste esplose nel fine settimana, tra saccheggi, disordini urbani e nuove mobilitazioni annunciate per sabato 24 ottobre. Il governo valuta restrizioni notturne circoscritte, mentre il presidente Emmanuel Macron ha scelto di mantenere Laurent Nuñez alla guida del ministero dell’Interno, respingendone le dimissioni.
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Nuñez resta, ma la crisi pesa
Il ministro dell’Interno aveva riconosciuto pubblicamente le difficoltà nella gestione dell’ordine pubblico e ammesso che in alcune città le autorità avevano perso il controllo. Nuñez aveva quindi rimesso il mandato nelle mani di Macron, spiegando di sentirsi responsabile per quanto accaduto. Il capo dello Stato, però, ha deciso di confermarlo per garantire continuità al comando delle forze di sicurezza in una fase ancora delicata.
«Ho presentato le dimissioni perché sono responsabile di tutto quello che è successo», aveva dichiarato Nuñez a France Inter. Il ministro ha aggiunto che l’obiettivo immediato è impedire il ripetersi delle violenze. Anche Gérald Darmanin, titolare della Giustizia, ha riconosciuto le carenze dell’esecutivo: «Questo fine settimana abbiamo incontestabilmente fallito». Darmanin ha comunque ribadito il proprio sostegno a Nuñez e la volontà di proseguire il lavoro per proteggere la popolazione.
Lecornu valuta misure selettive
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha chiesto ai prefetti di predisporre, dove necessario, coprifuoco parziali e limitati a specifiche aree. La misura dovrebbe servire soprattutto a proteggere negozi e attività economiche nei centri più esposti, senza estendersi automaticamente all’intero territorio nazionale.
Secondo Lecornu, il quadro varia molto da una zona all’altra: l’instabilità sarebbe concentrata in alcuni nuclei urbani, dove il rischio è che i saccheggi si trasformino in episodi duraturi. Il ministero dell’Interno dovrebbe diffondere una rappresentazione dettagliata delle aree interessate. Nel frattempo, a Matignon è stata convocata una riunione interministeriale dedicata alle conseguenze economiche e commerciali, alle assicurazioni e al controllo giudiziario.
Il capo del governo ha inoltre ricevuto da Macron l’incarico di coinvolgere partiti, sindacati, amministrazioni locali e parlamentari. L’obiettivo è coordinare le prossime risposte istituzionali mentre il coordinamento dei Gilet gialli prepara una nuova giornata di mobilitazione.
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Il Louvre diventa un simbolo
A Parigi la protesta ha raggiunto anche uno dei luoghi più visitati della capitale. Gli studenti delle scuole d’arte e di cultura hanno occupato l’area davanti alla piramide del Louvre, impedendo l’apertura regolare degli ingressi alle 9 e costringendo molti visitatori ad attendere all’esterno.
I manifestanti hanno distribuito volantini per spiegare le ragioni dell’iniziativa e hanno trasformato il museo in un punto di visibilità per la loro contestazione. Una studentessa ha riferito che alcuni turisti, dopo aver acquistato il biglietto, hanno reagito con aggressività. La direzione del Louvre ha precisato che la mobilitazione non è stata organizzata direttamente dall’istituzione, ma che il museo è stato scelto dagli studenti come luogo capace di amplificare il messaggio.
Il coordinamento dei Gilet gialli ha intanto annunciato un secondo appuntamento nazionale per sabato 24 ottobre e ha diffuso una mappa delle iniziative previste. La nuova chiamata in piazza arriva mentre le autorità cercano di evitare altri episodi di violenza e di riportare alla normalità le città più colpite.
Parigi chiede una risposta più ampia
Il sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire, ha indicato come priorità il ritorno alla normalità e la prevenzione di nuovi disordini. Parlando davanti all’Hotel de Ville, ha sostenuto che la crisi non può essere affrontata soltanto con il rafforzamento dei dispositivi di sicurezza.
Secondo Grégoire, servono condizioni che impediscano il ripetersi degli episodi del fine settimana e una risposta capace di andare oltre la sola gestione dell’ordine pubblico. La capitale si prepara così a una nuova fase di confronto, mentre il governo deve conciliare la tutela delle attività commerciali, la sicurezza e il diritto di manifestare.
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