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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Taranto, la protesta cambia passo: sciopero fino alle 23, strade riaperte

Dopo il confronto con i lavoratori, i sindacati hanno deciso di togliere subito i blocchi e mantenere soltanto il presidio vicino all’ex Ilva.

La mobilitazione attorno all’ex Ilva di Taranto entra in una nuova fase: i blocchi stradali vengono rimossi, mentre lo sciopero prosegue fino alle 23. La decisione è arrivata al termine dell’assemblea tra i sindacati metalmeccanici e i lavoratori, in un momento segnato dall’attesa per la convocazione a Palazzo Chigi del 27 ottobre.

A intervenire sulla crisi è stato anche l’arcivescovo metropolita Ciro Miniero, che ha chiesto di superare la contrapposizione tra tutela dell’occupazione e diritto alla salute. Nel suo messaggio alla comunità, il presule ha sollecitato un nuovo percorso per la città e per il suo sistema produttivo.

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L’arcivescovo chiede una svolta

Miniero ha ricordato il peso pagato dal territorio negli anni, sostenendo che Taranto non possa più essere chiamata a scegliere tra lavoro e salute. “Abbiamo chiesto salute e siamo stati ignorati. Abbiamo chiesto lavoro e lo stiamo perdendo”, ha scritto, esprimendo preoccupazione per il peggioramento della situazione e per gli appelli rimasti senza risposta.

Secondo l’arcivescovo, la siderurgia ha generato ricchezza ma ha lasciato conseguenze profonde sulla comunità. “Non si può più produrre acciaio come nel ’900, non ci si può ammalare e morire per l’acciaio, non si può tenere in ostaggio una comunità”, ha affermato, richiamando l’idea di ecologia integrale promossa da papa Francesco.


Presidi rimossi, sciopero confermato

Sul fronte della protesta, il blocco sulla statale 106, all’altezza della raffineria Eni, è stato interrotto immediatamente. La stessa decisione ha riguardato il presidio con limitazioni alla circolazione sulla statale 7, nei pressi del sito siderurgico: anche quest’area viene liberata senza attendere la conclusione dello sciopero.

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Resta invece attivo il presidio dei lavoratori vicino allo stabilimento. L’astensione dal lavoro terminerà alle 23, come stabilito dall’assemblea, dopo la convocazione del governo e il documento condiviso il giorno precedente con Regione, Comune e Provincia di Taranto.


Le richieste per il futuro

Nel suo appello, Miniero ha invitato a sostenere gli operai, preoccupati per il reddito, e nello stesso tempo a non ignorare una città descritta come stanca dopo anni di richieste rimaste inevase. Ha inoltre chiesto alla politica maggiore chiarezza e una strategia capace di affrontare le conseguenze sociali e ambientali della crisi.

Tra le proposte indicate figurano nuove occasioni professionali per chi rischia di perdere il posto e una legge speciale per Taranto. “È tempo di risarcirla”, ha scritto l’arcivescovo, ricordando anche la partenza di molti giovani e la posizione sfavorevole della città nelle classifiche sulla qualità della vita. Il messaggio si chiude con un invito all’unità e alla ricostruzione della comunità.

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