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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Tajani difende Meloni: mai stati sostenitori di Trump

Il ministro degli Esteri prende le distanze da Maga, ma Bonelli e Ricciardi ricordano i legami con il presidente Usa

Antonio Tajani ha escluso che il governo italiano sia mai stato vicino a Donald Trump o al movimento Maga.

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L’opposizione ricorda le immagini

Le parole del vicepremier hanno provocato la reazione delle opposizioni. Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, ha accusato esponenti del governo di prendere le distanze dal passato dopo la sconfitta repubblicana alle elezioni di metà mandato. «Ora tutti si vergognano del loro passato, quando Trump, appena eletto, veniva osannato da Meloni. Ma gli italiani hanno buona memoria ed esistono le foto», ha scritto.

Bonelli ha richiamato anche la visita della presidente del Consiglio a Mar-a-Lago, precedente al suo insediamento, e l’auspicio espresso a gennaio di assegnare a Trump il Nobel per la pace. Secondo il deputato, i rapporti con Washington hanno riguardato anche riarmo, tassazione dei giganti tecnologici e politiche climatiche.

Riccardo Ricciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, ha invece citato il berretto rosso con la scritta Maga indossato da Tajani. A suo giudizio, quell’immagine aveva danneggiato l’immagine dell’Italia; il ministro, aggiunge, potrebbe ora arrivare a negare persino il sostegno alla candidatura di Trump per il Nobel.


Tajani ridimensiona il voto americano

Tajani ha respinto l’idea che il risultato statunitense possa avere conseguenze sulla politica italiana. «Che c’entra l’Ohio o il Texas con la Basilicata e il Molise?», ha osservato, sostenendo che le elezioni di metà mandato non offrano indicazioni utili per le prossime politiche in Italia.

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Il ministro ha ricordato che gli equilibri italiani non sono mai dipesi dal voto negli Stati Uniti e ha sottolineato la collaborazione avuta in passato anche con Joe Biden e Antony Blinken. Ha inoltre escluso che il risultato possa modificare i rapporti tra il Partito popolare europeo e il Partito repubblicano americano.


La posizione del governo

Intervenendo davanti al quartier generale di Forza Italia a San Lorenzo in Lucina, Tajani ha definito se stesso un berlusconiano e ha ribadito di appartenere all’area conservatrice. Ha spiegato che mantenere rapporti con i repubblicani non equivale a condividere la linea di Trump.

«Io non sono mai stato Maga e non lo sarò mai. Mai. Meloni non è una Maga, è una leader conservatrice italiana ed europea», ha detto. Il ministro ha aggiunto che la premier è una donna di destra, non di estrema destra, e che in più occasioni avrebbe preso le distanze dal presidente americano.

Tajani ha poi riferito di avere cancellato una visita negli Stati Uniti dopo alcune dichiarazioni di Trump rivolte a Meloni. Sulla reazione della presidente del Consiglio al voto, infine, ha detto di non credere che abbia accolto positivamente l’esito delle urne.

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