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Attualità 1 min di lettura53 min fa

Superintelligenza, Trump accelera: 120 giorni per decidere come governarla

La Casa Bianca istituisce un gruppo guidato da Jay Clayton per valutare minacce, vantaggi e possibili regole sull’intelligenza artificiale

La nuova sfida sull’intelligenza artificiale entra nell’agenda della Casa Bianca con una scadenza precisa: 120 giorni. È il tempo assegnato alla task force istituita dall’amministrazione Trump per consegnare un rapporto su rischi, opportunità e ruolo che il governo federale dovrebbe assumere nella supervisione della tecnologia.


La corsa alla leadership americana

Il gruppo, chiamato “Super Intelligence Force”, sarà guidato da Jay Clayton, direttore della National Intelligence. Clayton diventerà così il principale referente dell’amministrazione Trump sui temi legati all’intelligenza artificiale e dovrà coordinare il lavoro con le imprese del comparto.

Nella squadra siederanno anche figure di primo piano dell’amministrazione: il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il segretario al Tesoro Scott Bessent. La composizione riflette l’intenzione di affrontare la materia non soltanto come questione tecnologica, ma anche sul piano della sicurezza, dell’economia e della difesa.

Presentando l’obiettivo dell’iniziativa, Clayton ha spiegato: «Il presidente ha chiesto di creare un gruppo che garantisca che restiamo leader nella superintelligenza e che gli interessi del popolo americano vengano messi al primo posto».

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Rischi e regole sotto esame

Il mandato comprende l’analisi delle minacce informatiche e dei possibili impieghi dell’intelligenza artificiale in ambito militare o biologico. La task force dovrà inoltre verificare se l’attuale legislazione sia adeguata e indicare al Congresso eventuali interventi necessari.

Il lavoro dovrà però tenere insieme due obiettivi potenzialmente contrapposti: aumentare la sicurezza e, allo stesso tempo, evitare norme capaci di rallentare l’innovazione o indebolire la concorrenza. Per questo il gruppo ascolterà direttamente le aziende del settore, chiamate a contribuire all’individuazione dei pericoli più rilevanti.

Clayton ha evidenziato anche la dimensione geopolitica della partita. «Il rischio di non essere i primi è elevato», ha affermato, sostenendo che conservare il primato statunitense nell’intelligenza artificiale permetterebbe al Paese di reagire con maggiore efficacia alle minacce degli avversari.

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