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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Sudafrica, bufera sulla polizia: Sibiya lascia tra accuse e sospetti

Il dirigente era già sospeso e sotto esame per presunte intrusioni nelle inchieste criminali; ora l’addio sarà classificato come espulsione disciplinare infamante.

Shadrack Sibiya era stato sospeso nel 2025 dopo le accuse mosse da Nhlanhla Mkhwanazi, commissario provinciale del KwaZulu-Natal, che lo aveva indicato tra i funzionari sospettati di aver ostacolato accertamenti su gruppi criminali e omicidi politici. La sua vicenda si inserisce nella più ampia crisi che da oltre un anno investe gli apparati di sicurezza sudafricani.


L’inchiesta che coinvolge Sibiya

Il generale è tra i nomi esaminati dalla Commissione Madlanga, organismo d’indagine pubblico creato per volontà del presidente Cyril Ramaphosa. Il mandato riguarda i possibili legami tra criminalità organizzata, corruzione e istituzioni di polizia e giustizia.

Nel corso delle audizioni sono state riferite anche presunte utilità ricevute dall’alto ufficiale: tra queste figurerebbero 20 impala vivi e somme in contanti pari a diverse centinaia di migliaia di rand. Sibiya ha respinto ogni addebito e ha sempre negato di avere accettato denaro o doni da persone riconducibili ad ambienti criminali.


L’uscita dalla polizia cambia registro

Le dimissioni sono state formalizzate oggi dal suo avvocato, a circa tre settimane dall’applicazione della custodia cautelare e mentre il procedimento interno era ancora in corso. Sibiya ricopriva l’incarico di vice commissario nazionale incaricato delle investigazioni criminali nella polizia sudafricana.

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L’amministrazione ha chiarito che l’addio non verrà trattato come una semplice rinuncia all’incarico. Nei registri sarà indicato come una “destituzione disciplinare con disonore”, formula che riflette l’esito riservato al funzionario sul piano interno.


Le accuse per i fatti di Sandton

Sul piano penale, Sibiya deve rispondere di stupro, adescamento di una minorenne e tratta di esseri umani. Secondo le contestazioni, avrebbe coinvolto una ragazza di 16 anni e avrebbe aggredito sessualmente una donna di 18 anni in un albergo di Sandton, a Johannesburg.

Il generale respinge il rapporto con la sedicenne. Quanto alla giovane maggiorenne, sostiene invece che l’incontro sia avvenuto con il suo consenso. La sua posizione si aggiunge alle contestazioni già emerse davanti alla Commissione Madlanga, che hanno contribuito a portare il dirigente al centro della crisi della polizia sudafricana.

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