Francia, gli studenti alzano la posta: "Servono 10 miliardi per la scuola
La mobilitazione dei liceali francesi entra nella quinta giornata nazionale, mentre il sindacato chiede più docenti, istituti adeguati e la cancellazione di Parcoursup.
Dieci miliardi di euro per l’istruzione: è la cifra indicata dagli studenti francesi per ottenere condizioni di studio dignitose. Il co-segretario dell’Union syndicale lycéenne, Mesnil, considera invece insufficienti i 3000 posti aggiuntivi annunciati nelle scuole e chiede al ministro Édouard Geffray di prendere sul serio le rivendicazioni del movimento.
Secondo il sindacalista, la protesta continuerà finché non arriveranno risposte concrete. "Quello che chiediamo oggi sono 10 miliardi per l’educazione", ha spiegato, precisando che la somma è stata calcolata per garantire strutture normali e un insegnante in ogni classe.
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La protesta respinge il bersaglio politico
Anche una studentessa del liceo Paul Poiret di Parigi ha contestato la lettura della mobilitazione proposta da Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti aveva collegato le tensioni francesi all’immigrazione e all’Islam in un messaggio pubblicato su Truth, ma la ragazza ha respinto con decisione questa interpretazione.
"È più facile dire che la colpa è di qualcun altro invece di ammettere la verità, cioè che il responsabile è il governo", ha affermato mentre occupava l’istituto insieme ai compagni. A suo giudizio, le iniziative in corso sono nate dalle difficoltà vissute dagli studenti e non da questioni legate alla religione o ai flussi migratori.
Scuole e università si uniscono
La mobilitazione, partita da un liceo della periferia di Parigi, ha coinvolto un numero crescente di istituti. Mesnil riferisce che ogni giorno aderiscono nuovi licei e atenei, mentre la partecipazione dei genitori viene considerata utile anche per monitorare il comportamento delle forze dell’ordine.
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Il co-segretario dell’Union syndicale lycéenne sostiene infatti che, in presenza degli adulti, gli interventi della polizia tendano a essere meno aggressivi. Sindacati e organizzazioni umanitarie hanno accusato gli agenti di aver usato violenza durante le manifestazioni.
Martedì arriva il quinto atto
La prossima mobilitazione nazionale è fissata per martedì e vedrà nuovamente insieme liceali, universitari, insegnanti e genitori. Si tratterà del quinto appuntamento di una protesta arrivata alla terza settimana, con cortei e iniziative previste in diverse città della Francia.
Le richieste riguardano l’incremento del personale, la riqualificazione degli edifici scolastici e l’abolizione di Parcoursup, il sistema utilizzato per selezionare l’accesso all’università. Per Mesnil si tratta di obiettivi ordinari e legittimi, non di pretese eccezionali.
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