Studenti, 141 seggi in Serbia: ora tocca governare
La coalizione di Vučić si ferma a 103 deputati; affluenza al 68,7% e Parlamento da insediare entro 30 giorni
La Lista Studentesca ha conquistato 141 dei 250 seggi del Parlamento serbo, superando la coalizione guidata da Aleksandar Vučić.
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I prossimi passaggi istituzionali
Rimane aperta anche la partita per la scelta del nuovo presidente della Repubblica, incarico lasciato vacante dalle dimissioni di Vučić. Sul nome del successore, al momento, non sono emerse indicazioni.
La presidente ad interim Ana Brnabic dovrà consultare le forze rappresentate in Parlamento e proporre un candidato alla guida del governo. L’esecutivo dovrà ottenere la fiducia entro 90 giorni dall’insediamento dell’Assemblea nazionale; se entro quattro mesi non nascerà alcuna maggioranza, saranno convocate nuove elezioni parlamentari.
La nuova Assemblea dovrà riunirsi entro 30 giorni dalla comunicazione ufficiale dei risultati definitivi. Oltre ai due schieramenti principali, entreranno soltanto 7 rappresentanti delle minoranze etniche.
Il programma degli eletti
La Lista Studentesca ha finora presentato una piattaforma sintetica articolata in 11 punti. Tra le priorità figurano maggiore chiarezza nella gestione economica, nei contratti pubblici e negli appalti, oltre a una riorganizzazione della polizia giudiziaria, che dovrebbe rispondere alla Procura e non agli indirizzi del potere politico.
Il programma comprende inoltre la tutela dell’informazione, il rafforzamento dei servizi sociali, abitazioni a costi sostenibili, misure per gli agricoltori e autonomia degli atenei. Il movimento dispone anche di un documento più ampio, di oltre mille pagine, che verrà reso pubblico gradualmente.
Secondo Tihomir Stanić, uno dei candidati eletti, il gruppo studentesco abbandonerà il ruolo di semplice mobilitazione per affidare ai propri rappresentanti le decisioni politiche. Gli eletti, insieme ai candidati non entrati in Parlamento, dovranno individuare ministri, sottosegretari e il nome da proporre come primo ministro.
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La sconfitta di Vučić
L’esito del voto ha ridotto la rappresentanza di Serbia Unita a 103 parlamentari. Vučić ha riconosciuto il risultato senza attendere la conclusione delle celebrazioni: «Abbiamo perso queste elezioni, hanno vinto gli studenti».
La dichiarazione ha alimentato le manifestazioni di gioia a Belgrado e in altre città del Paese. L’ex presidente ha però annunciato un’opposizione combattiva, sostenendo che intende contestare quelle che considera falsità alla base dell’ascesa della Lista Studentesca.
Vučić ha anche difeso la compattezza del proprio schieramento e ha previsto l’abbandono di una parte degli imprenditori e degli elettori. Fino alla vigilia del voto, il suo campo aveva descritto il movimento studentesco come una formazione sostenuta da agenti stranieri e avversari della Serbia.
Una maggioranza nata dal movimento
Il successo è arrivato dopo due anni di mobilitazione e di organizzazione interna basata su assemblee molto rigide. Il gruppo ha selezionato persone senza precedenti esperienze istituzionali, privilegiando competenze, attività nella società civile e contributi alla cultura o allo sport.
Gli studenti accusano il Partito progressista, fondato da Vučić, di avere controllato le strutture statali e di avere presentato come crescita diffusa un modello economico e industriale che, secondo i loro sostenitori, avrebbe favorito soprattutto oligarchie e criminalità.
Il voto è stato accompagnato da una partecipazione del 68,7%, indicata come la più alta mai registrata per questa consultazione. Il risultato ha prodotto un Parlamento dominato da due forze, con una netta prevalenza della Lista Studentesca e un’opposizione guidata dall’ex presidente.
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