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Attualità 2 min di lettura21 min fa

Gozi: «Gli studenti serbi hanno compiuto un miracolo democratico»

L’eurodeputato propone un esecutivo tecnico per 18-24 mesi e l’allineamento di Belgrado alla politica estera europea

La lista studentesca ha vinto le elezioni parlamentari in Serbia e Aleksandar Vučić ha riconosciuto la sconfitta. Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe, ha definito il risultato «un miracolo democratico».

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Il riconoscimento della sconfitta

Secondo Gozi, il presidente serbo avrebbe preso atto del risultato perché non disponeva più di margini per modificarlo. L’eurodeputato ha riferito di irregolarità e violenze in diversi seggi, ma ha sostenuto che la maggioranza dei votanti si è schierata con il movimento studentesco.

A suo giudizio, Vučić avrebbe potuto tentare di delegittimare il voto, come accaduto in altri Paesi, ma questa volta i suoi metodi non sarebbero bastati a cambiare l’esito. «Ha riconosciuto la sconfitta solo perché non c’erano margini per fare altrimenti», ha dichiarato Gozi.

L’eurodeputato ha inoltre accostato la vicenda serba a quella ungherese. A suo parere, tra Vučić e Viktor Orbán esistono analogie legate alla trasformazione delle istituzioni democratiche dopo la vittoria elettorale. La sconfitta di Orbán, ha aggiunto, potrebbe aver incoraggiato indirettamente gli studenti serbi e avere effetti anche in altri Paesi balcanici, tra cui l’Albania.


Il governo tecnico e le riforme

Il movimento studentesco riunisce posizioni diverse, ma ha trovato un punto comune nella richiesta di allontanare Vučić e ripristinare le garanzie democratiche. Gozi auspica ora la nascita di un governo tecnico composto da esperti, individuabili anche tra i candidati della lista studentesca.

L’esecutivo, secondo la proposta dell’eurodeputato, dovrebbe restare in carica tra 18 e 24 mesi. In questo periodo dovrebbe concentrarsi sullo Stato di diritto, sulla trasparenza, sul contrasto alla corruzione e sull’indipendenza di stampa e magistratura, intervenendo anche sulle norme elettorali.

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Gozi ha riconosciuto che il percorso sarà complesso, ma ha definito il risultato decisivo per la Serbia e per il negoziato di adesione all’Unione europea. Le riforme democratiche e la lotta alla corruzione rappresentano infatti, insieme ad altri temi, alcuni degli ostacoli ancora presenti nel cammino europeo di Belgrado.


I rapporti con la Russia

L’atteggiamento del movimento studentesco verso Mosca rimane poco definito. Per Gozi, proprio questo tema potrebbe essere utilizzato da Vučić per creare divisioni nella nuova maggioranza, facendo leva sui legami storici e culturali tra Serbia e Russia.

L’eurodeputato ritiene tuttavia possibile mantenere quei rapporti senza adottare una politica ambigua nei confronti di Vladimir Putin. La Serbia, se intende continuare il processo di adesione all’Unione europea, dovrà secondo lui avvicinarsi alla politica estera e di sicurezza comune europea.

Il tema delle sanzioni, ha precisato Gozi, non dovrebbe essere posto tra le prime questioni da affrontare: una contrapposizione immediata su questo punto, a suo giudizio, finirebbe per favorire la strategia di Vučić.

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