Streghe, il nuovo incantesimo pop: dal look ai rituali che conquistano le donne
Tra playlist lunari, social e cinema, l’immaginario della strega si trasforma in un linguaggio di libertà, natura e identità femminile.
Fiori, stivali e orti domestici hanno preso il posto del vecchio calderone: oggi l’immagine della strega passa soprattutto dall’estetica e da piccoli gesti quotidiani. Non serve evocare spiriti o praticare rituali complessi per riconoscersi in un immaginario fatto di boschi, intuizione e atmosfere autunnali.
La strega cambia guardaroba
La stregoneria contemporanea appare prima di tutto come una sensibilità visiva. Abiti floreali, paesaggi ombrosi, piante da coltivare e attenzione ai cicli naturali compongono un’identità lontana dalla figura della megera minacciosa.
Anche il rapporto con la natura contribuisce a questa trasformazione: trascorrere tempo tra gli alberi, osservare la luna o interessarsi alle proprietà delle piante sono comportamenti presentati come eccentrici, ma innocui. In questo modo il termine “strega”, un tempo usato quasi sempre come insulto, viene recuperato con fierezza da molte donne.
Le colonne sonore del mondo witchy
L’immaginario ha trovato una casa privilegiata anche sulle piattaforme digitali. Spotify e YouTube ospitano raccolte definite “witchy vibes” o “witchy mood”, nelle quali compaiono brani di Enya, Stevie Nicks, Florence + the Machine e Kate Bush.
Il fenomeno si intreccia con la crescita di contenuti dedicati alla stregoneria sui social. Su WitchTok, per esempio, l’interesse per le fasi lunari e per le celebrazioni stagionali accompagna una ricerca di benessere, introspezione e connessione con l’ambiente.
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Magia tra social, cinema e hotel
Il ritorno delle streghe non riguarda soltanto internet. Mabon viene celebrato online al posto del più consueto riferimento all’equinozio d’autunno, mentre il cinema ha riportato Nicole Kidman e Sandra Bullock nei ruoli delle sorelle dotate di poteri magici in “Amori & incantesimi 2”. Persino gli hotel hanno iniziato a intercettare questo interesse.
La cultura popolare sta quindi ampliando il pubblico di un personaggio presente da secoli in culture diverse. A differenza della fata, tradizionalmente associata alla bontà, la strega può essere seducente, inquietante, enigmatica o tutte queste cose contemporaneamente.
Non più soltanto una cattiva
Un altro segnale arriva da Disney: in “Hexe” la strega non occupa il ruolo dell’antagonista, ma quello centrale. La scelta riflette un cambiamento nel modo di raccontare una figura che per lungo tempo è stata confinata dalla narrativa al campo del male.
La sua ambivalenza, oggi, sembra essere proprio la caratteristica più interessante. La strega può rappresentare insieme mistero, autonomia, bellezza e conoscenza, senza dover più rientrare in una sola definizione.
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